Tagli alla Paolo VI Trenta disabili senza assistenza
Sit in dell’associazione “Abbattiamo le barriere” di Penne «Per i ragazzi solo 50 minuti di servizio in ambulatorio»
PENNE . Una manifestazione di protesta per dire basta ai tagli alla Paolo VI. L’associazione “Abbattiamo le barriere” di Penne ha organizzato per il prossimo 18 novembre, alle ore 15, un sit-in dinanzi la sede del centro riabilitativo pennese in piazza Duomo. A spiegare cosa non stia funzionando è la presidente dell’associazione, Maria Marzoli. «Attualmente solo i ragazzi che provengono dalla Asl di Teramo continuano normalmente il loro percorso riabilitativo. Gli altri ragazzi seminternati, cioè con una disabilità grave, hanno dovuto fare i conti con un repentino cambio di servizio. Anziché usufruire di un’assistenza completa, dalle 9 del mattino alle 15, ricevono ora solo un servizio ambulatoriale da 50 minuti. A partire dal 1 gennaio prossimo c’è il serio rischio che anche per i ragazzi seminternati della Asl di Teramo si verifichi la stessa riduzione di servizio», ha sottolineato la Marzoli che, insieme a suo marito Alessandro Olivieri (utente della Paolo VI e diversamente abile dall’età di sei anni), si batte a difesa dei ragazzi che frequentano il centro riabilitativo e delle loro famiglie. La riduzione del servizio comporta un enorme disagio anche alle famiglie: nel trasporto e in tutta una serie di attività assistenziali necessarie ai ragazzi. Già a luglio scorso le prestazioni vennero ridotte per 10 ragazzi. Al centro pennese, da oltre 40 anni un vero e proprio fiore all’occhiello per l’intero comprensorio vestino, si appoggiano giornalmente per le attività ambulatoriali circa mille utenti. La struttura è dotata all’interno di piscina, palestra, aula di logopedia e laboratorio didattico. Per molti ragazzi ridurre i servizi vuol dire ridurre la qualità della vita. In tanti sanno che non potranno mai tornare a camminare, ma senza un costante supporto ed esercizio avrebbero un peggioramento sia fisico sia cognitivo. La riduzione dei servizi offerti, come ad esempio quello del trasporto, creerà non pochi inconvenienti. Il problema sarà soprattutto per chi ha alle spalle situazioni difficili, genitori anziani o per chi vive nei paesi dell’entroterra vestino e ha già problematiche a raggiungere Penne. Per questi ragazzi che non potranno più usufruire dei servizi della Paolo VI di Penne, sicuramente sarà un trauma ulteriore a una condizione già complicata. «Non è possibile che a pagare siano sempre i più deboli. La Regione Abruzzo, che ha circa 90 dirigenti che guadagnano oltre 100 mila euro l’anno, prendesse atto delle difficoltà della Paolo VI e risolvesse la situazione. Basterebbe mandare in pensione un solo dirigente per coprire i servizi dei 30 ragazzi della Paolo VI», ha detto Gabriele Frisa, cofondatore dell’associazione “Abbattiamole barriere”.

