Tagli per gli alunni con handicap «Così si nega il diritto allo studio»

PESCARA. Anche l’assistenza scolastica ai disabili si avvia a subire tagli. Lo afferma Rifondazione comunista che in una nota a firma del segretario provinciale Corrado Di Sante attacca la Regione...
PESCARA. Anche l’assistenza scolastica ai disabili si avvia a subire tagli. Lo afferma Rifondazione comunista che in una nota a firma del segretario provinciale Corrado Di Sante attacca la Regione Abruzzo e accusa Pd e Liberi e Uguali di «calpestare il diritto allo studio».
A dare il la alla protesta di Rc la decisione dell’amministrazione comunale di Pescara di comunicare alle famiglie degli studenti disabili che frequentano le scuole secondarie superiori la riduzione delle ore di assistenza scolastica specialistica a partire da domani, 1° febbraio. «Ore che già oggi, in alcuni casi, risultano sottodimensionate rispetto alle ore di assistenza scolastica richieste e ai Piani educativi individuali (Pei)», osserva Di Sante, «rendendo impossibile ad esempio prendere parte a laboratori pomeridiani e a altre attività curricolari fuori dall’orario di lezione. Ancora una volta, come lo scorso anno scolastico, studenti e famiglie devono fare i conti con i tagli e i mancati trasferimenti di risorse», incalza il segretario, «tutto questo a seguito del passaggio delle competenze dalle Province alle Regioni. Ancora una volta sono i cittadini più deboli a pagare il “taglio delle province” voluto dal Pd di Renzi, che nella sostanza ha significato meno democrazia e meno risorse per servizi essenziali, come il trasporto disabili e l’assistenza scolastica specialistica».
L’assistenza specialistica per l’autonomia e la comunicazione è finalizzata alla integrazione nel tessuto scolastico degli studenti disabili, è la garanzia della piena attuazione del diritto allo studio. La giunta di Pescara fa riferimento alla delibera di giunta regionale che pone nelle linee guida dei limiti al numero di ore giornaliere (max 3) e settimanali (max 15) per l’assistenza specialista scolastica che la Regione stessa garantisce e riconosce. «Limiti assurdi», tuona Rifondazione, «che colpiscono soprattutto gli alunni disabili più gravi. In mancanza dell’assistente per l’autonomia o dell’insegnante di sostegno, che svolge un altro ruolo – tant’è che la normativa prevede la compresenza delle 2 figure – gli studenti disabili dovranno lasciare anticipatamente le lezioni. Cosa accade nei giorni in cui l’insegnante di sostegno ha il giorno libero o completa il proprio orario in un altro plesso scolastico, e l’assistente per la comunicazione e l’autonomia può essere presente solo per 3 ore?». All’articolo 7 delle linee guida allegate alla delibera regionale si legge: «Eventuali ore ulteriori restano a carico dei Comuni e degli altri enti gestori in forma associata». «È necessario rivedere le linee guida della delibera», conclude Di Sante, «sia per quanto riguarda il massimale di ore garantite settimanalmente che giornalmente. È necessaria una vertenza affinché Regione e governo trasferiscano ai Comuni risorse per garantire la completezza dei servizi».

