«Tagliare le indennità? Inammissibile»

23 Gennaio 2015

Brocchi ipnotizza l’assemblea sugli stipendi a sindaco, giunta e consiglieri. Salta la richiesta di abbassare gli emolumenti

MONTESILVANO. Gli amministratori comunali non dovranno rinunciare a parte dei loro compensi. Si è concluso con un nulla di fatto, ieri mattina in Consiglio comunale, il dibattito relativo alla riduzione delle indennità di carica per sindaco, assessori e consiglieri. L’iniziativa, proposta attraverso due mozioni molto simili, poi accorpate in un unico documento, a firma del gruppo Montesilvano Democratica e del consigliere del Pd, Pietro Gabriele, condivisa dal gruppo di Forza Italia, non è arrivata neanche a votazione. La mozione è stata infatti sospesa con 12 favorevoli e 9 contrari, dopo un appassionato intervento dell’assessore Leo Brocchi volto a evidenziare l’inammissibilità della proposta.

«Il provvedimento non è attuabile» ha detto l’esponente della giunta. «L’articolo 51 della nostra Costituzione chiarisce che la rappresentanza politica debba beneficiare di un adeguato compenso e di una remunerazione per il lavoro svolto o per i profitti persi. Ciò per garantire a tutti i cittadini il diritto di partecipazione alla politica attiva. Il Consiglio, dunque, non ha facoltà di adottare un provvedimento contrario a quanto disciplinato dalla normativa vigente. Ciò significa», ha aggiunto, «che la riduzione delle indennità diventa un diritto soggettivo e individuale». L’assessore ha poi sottolineato come nulla vieti ai consiglieri e agli assessori di devolvere autonomamente i propri gettoni di presenza.

«Già da domani mattina chi lo desidera», ha concluso Brocchi, «potrà comunicare alla segreteria comunale le coordinate bancarie dell’associazione o del cittadino al quale intende destinare le proprie indennità». La decisione dell’amministrazione di bypassare la mozione non è piaciuta affatto ai proponenti. «Montesilvano Democratica», commenta il capogruppo Lino Ruggero, «ha chiesto un impegno politico concreto all’amministrazione Maragno: abbassare gli stipendi di sindaco, assessori e consiglieri per alimentare un fondo di solidarietà sociale. Secondo il primo cittadino, Montesilvano rischia il pre-dissesto finanziario e questa condizione di precarietà, se verificata, comporterebbe tagli pesanti ai servizi sociali. Ciò nonostante, la nostra proposta, grazie alla quale si sarebbero risparmiati ben 1,6milioni di euro, è stata ritenuta inammissibile dalla giunta che ha tentato di ripararsi sotto l’ombrello della giurisprudenza».

A detta dell’esponente della minoranza, però, «la realtà è ben altra, e lo dimostrano tutti quei Comuni virtuosi che, senza prevaricare in alcun modo la legge, come maldestramente ha provato a farci credere oggi la giunta Maragno, hanno abbassato le indennità dei politici, tra cui Pescara, dove gli stipendi sono stati ridotti del 30%, oppure Giulianova, con un taglio del 50%». Ruggero attacca l’amministrazione che, a suo avviso, «continua spudoratamente a curare solo i propri interessi, a discapito della comunità. E mentre i cittadini devono fare sempre più sacrifici», prosegue, «sindaco e giunta sono disposti a tutto pur di preservare integre le proprie indennità di carica».

Nel corso della seduta consiliare, che si è aperta con un minuto di silenzio in onore dello scomparso vigile urbano Orazio Di Salvia, non ha invece trovato spazio la mozione forzista sulle aliquote Tari 2015. La proposta della capogruppo Deborah Comardi di anticipare la discussione del documento per evitare il suo slittamento, infatti, è stata bocciata a maggioranza.

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