Taglierino puntato alla gola: è una rapina

10 Luglio 2015

Conad di via Vespucci: due banditi minacciano il cassiere e scappano con più di 4mila euro. Ma il motorino li lascia a piedi

PESCARA. In due, con i caschi semi-integrali e i foulard a coprire meglio i volti, sono piombati nel supermercato Conad di via Vespucci intorno alle 16,40. E pronunciando poche parole in una manciata di secondi si sono fatti largo fino alle casse tirando fuori un taglierino che uno dei due ha subito puntato alla gola di un cassiere. «È una rapina, apri la cassa».

È così che i due banditi, secondo la polizia due italiani, stando a quanto riferito dai pochi testimoni, hanno messo in atto il colpo che in pochi minuti gli ha fruttato un bottino non ancora precisamente quantificabile, ma che si aggira tra i quattromila e i seimila euro. Eppure, non tutto è filato liscio.

Secondo quanto ricostruito dai poliziotti della Volante diretti da Dante Cosentino arrivati subito dopo l’accaduto, al momento della rapina c’erano pochi clienti. I due banditi, bardati per non farsi riconoscere, armati di un taglierino hanno puntato l’arma alla gola di un cassiere per poi “ripulire” anche la seconda cassa di fronte ai pochi clienti e ai pochi dipendenti presenti al momento del colpo. Paghi di quello che avevano raccattato in pochi istanti, i due come in un piano precedentemente ben studiato, si sono precipitati fuori per rimettersi in sella al motorino con cui avevano raggiunto il supermercato. Ma il mezzo, uno Scarabeo 50, nonostante i ripetuti e frettolosi tentativi di metterlo in moto, non è partito. Di fronte all’inconveniente, prima che la loro presenza fosse notata anche da altri passanti che avrebbero chiamato il 113, i due hanno deciso di proseguire la fuga a piedi, indirizzandosi, come riferito poi agli agenti da alcuni passanti, verso piazza dei Grue.

Quando i poliziotti sono arrivati, i banditi, nonostante le ricerche serrate in tutta la zona, avevano già fatto perdere le proprie tracce. Ma davanti al supermercato era rimasto il motorino, su cui sono stati avviati immediatamente tutti gli accertamenti. Da questi è emerso che lo Scarabeo era intestato a un signore incensurato di Montesilvano il quale, contattato immediatamente, ha riferuito ai poliziotti di aver subìto il furto del motorino un paio di giorni prima, come attestavano i segni di effrazione, ma di non averlo ancora denunciato. Adesso, dalle eventuali impronte che gli investigatori sperano di riuscire a isolare sul mezzo, e dalle telecamere che hanno ripreso la rapina e la fuga dei rapinatori, si spera di risalire agli autori del colpo. Considerando che avevano i volti quasi del tutto coperti, la speranza è che dai fotogrammi si possa catturare un tatuaggio, o qualche altro particolare fisico, che possano contribuire a restringere il raggio della ricerca per arrivare ai responsabili. (s.d.l.)

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