Taglio delle classi: soglia di 7 alunni

19 Ottobre 2024

Beradinetti (Uncem): i parametri vanno cambiati, sono 173 i paesi a forte rischio

L’AQUILA. «È giunto il momento di aprire un confronto serio per rivedere i parametri scolastici nelle aree interne dell’Abruzzo, colpite duramente dal fenomeno dello spopolamento».
Questa la proposta di Lorenzo Berardinetti, presidente di Uncem Abruzzo. Da troppo tempo, ormai, si è abituati alla corsa contro il tempo per salvare le scuole dei piccoli comuni montani d'Abruzzo arrivate anche sul grande schermo grazie al film "Un mondo a parte" di Riccardo Milani. Serve quindi un cambio di passo per fare in modo che le norme si adeguino ai cambiamenti e vadano incontro alle esigenze delle comunità, a partire da quelli più piccoli. «Troppi paesi sono costretti a chiudere classi per mancanza di iscrizioni, e questo è inaccettabile», ha proseguito Berardinetti, «attualmente, il tetto minimo per formare una classe è fissato a sette alunni. Se non si raggiunge questa soglia, la classe non si forma e, di conseguenza, alunni e insegnanti vengono persi. Le aree interne non sono un mondo a parte, ma sono parte del mondo e meritano un’altra opportunità e la scuola è un servizio essenziale per mantenere vive le comunità. Non possiamo permettere che per uno o due alunni in meno una scuola venga privata delle sue classi, obbligando le famiglie a percorrere anche 15 o 20 chilometri per portare i propri figli nella scuola più vicina. Dobbiamo subito intervenire per evitare la chiusura delle scuole e garantire il diritto all'istruzione anche nei piccoli comuni. Ci sono scuole di paesi al di sotto dei 3mila abitanti dove l'offerta formativa è ampia e variegata, non possiamo permettere che queste realtà muoiano». In Abruzzo, ci sono 173 comuni con una popolazione inferiore a 3.000 abitanti, su un totale di 305 comuni. Questa situazione è particolarmente diffusa nelle aree montane e collinari, dove i piccoli borghi caratterizzano gran parte del territorio abruzzese.
Berardinetti ha sottolineato la necessità di un’azione congiunta: «È indispensabile che tutte le parti coinvolte – dalla Regione, al Provveditorato, fino alle organizzazioni sindacali – si siedano a un tavolo per lavorare insieme alla revisione dei parametri. Dobbiamo creare delle norme che tengano conto delle specificità del territorio, offrendo così un’opportunità reale per contrastare lo spopolamento». (u.c.)