Taglio di 8 milioni, nuove reazioni

18 Aprile 2020

Pagano e D’Eramo attaccano Arcuri: «Porteremo il caso Abruzzo in parlamento»

PESCARA. Scendono in campo senatori e deputati del centrodestra dopo la nota del commissario straordinario all’emergenza, Domenico Arcuri, con la quale è stata negata l’autorizzazione agli 8 milioni di lavori per potenziare le terapie intensive e i reparti di malattie infettive e/o pneumologia. Dal centrodestra, sia il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, che il segretario regionale della Lega, Luigi D’Eramo, sono pronti a presentare interrogazioni sulla vicenda.
«Non escludo di sollevare la questione su scala nazionale con un’interrogazione parlamentare ad hoc, col solo obiettivo di risolvere il problema», annuncia Pagano. Un problema che per il senatore «rischia di avere pesantissime ripercussioni a tutti i livelli, dalla crisi delle strutture sanitarie alla paralisi dell’azione amministrativa». Lo stesso Pagano si dice basito: «La sanità non può né essere tirata per la giacca, né tanto meno essere ostaggio di pastoie e di decisioni che mascherano le titubanze dietro a un finto decisionismo, miope per il presente e per il futuro». Quello che è accaduto è per lui un «classico esempio di burocratismo che smentisce con un controsenso le esortazioni a fare presto e bene». Ribadisce pieno sostegno al governatore Marco Marsilio e polemizza: «Ricordo al commissario Arcuri che non possiamo permetterci di perdere tempo in un’inutile attesa che è deleteria per tutti, non solo per i malati. Il risultato pratico è che persino nelle emergenze pressanti come questa del Covid-19 si rinvia, si traccheggia, si sollevano questioni di lana caprina».
Per l’onorevole D’Eramo invece è giusto parlare di una vera e propria «doccia fredda, che rinvia a imprecisate nuove misure, forse contenute nel decreto di aprile». Nel ripercorrere la vicenda sulla mancata autorizzazione a lavori che in alcuni casi sono stati addirittura completati, anche D’Eramo annuncia azioni: «Siamo in piena emergenza», rimarca, «io non lo dimentico e mi farò promotore di un’interrogazione parlamentare circa questo modus operandi sconclusionato e improduttivo». (c.s.)