Tajani: «Un patto sull’Abruzzo, lo porteremo in tutto il mondo»

22 Settembre 2023

Il ministro degli Esteri punta sulle nostre imprese. Marsilio: «Siamo una regione competitiva»

«Vogliamo portare più Abruzzo nel mondo. Con questo spirito intendiamo sviluppare il dialogo con il settore dell'imprenditoria e associativo, per sostenere il tessuto economico in maniera sempre più efficace. Contate su di me, contate sul Governo». Un patto, quello tra il vice premier e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, e gli imprenditori abruzzesi, suggellato a margine della prima giornata di lavori dell'Abruzzo economy summit. In collegamento video da Roma, Tajani ha parlato alla folta platea dell'Aurum di Pescara di «dialogo e gioco di squadra, i tratti distintivi della diplomazia della crescita», ribadendo la necessità «di una strategia di sostegno all'internazionalizzazione del nostro sistema produttivo per favorire esportazioni, crescita, creazione di posti di lavoro. Contribuiremo in questo modo anche a ridurre il debito pubblico».
ESPORTARE L'ABRUZZO
«Il dialogo con il tessuto produttivo è fondamentale», ha detto il ministro Tajani, «in Italia sono 4 milioni le piccole e medie imprese che fanno del nostro Paese la seconda manifattura d'Europa. L'obiettivo è chiaro: portare più Italia e più Abruzzo nel mondo, in modo integrato, promuovendo a 360 gradi le nostre filiere nazionali, per rendere il Paese più attrattivo in termini di investimenti, flussi turistici e nuovi talenti, valorizzando in modo attuale le eccellenze». Una delle leve su cui puntare è il turismo. «Penso alla straordinaria risorsa che è il turismo: i cinesi, ad esempio, così come tutti i popoli asiatici, sono innamorati dell’Italia e la loro domanda cresce costantemente. Il turismo è un potente motore di crescita, lavoro e coesione sociale», ha sottolineato Tajani, «in grado di unire la valorizzazione del territorio con una straordinaria vocazione all'internazionalizzazione. I turisti stranieri amano l'Italia e i numeri ce lo confermano: +27% rispetto allo scorso anno. Questo dimostra l’attrattività unica dell'Italia».
TURISMO DELLE RADICI
«Vogliamo portare tantissimi turisti stranieri a visitare il nostro Paese, a scoprire le molte realtà che caratterizzano l'Italia: pensiamo, in particolare, agli oltre 80 milioni di persone di origini italiane che vivono nei quattro angoli del mondo e molti di questi sono abruzzesi», ha dichiarato Tajani, «a loro abbiamo dedicato il progetto “Turismo delle radici”, inserito nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, che mira a salvaguardare e dare il meritato risultato a questa inestimabile ricchezza, facendone sempre più un potente volano di sviluppo. Il 2024 sarà l'anno delle radici italiane nel mondo e questo significa anche rafforzare tutta l'economia che gira intorno al turismo». Tajani ha citato, infine, gli altri interventi del Governo: l'aggiornamento del fondo 394 sul microcredito, operativo dal 27 luglio scorso, con una capienza di 4 miliardi di euro. Il fondo è diventato accessibile anche alle società non di capitali «per andare incontro alle imprese di dimensioni più piccole e meno strutturate». «Anche per questo, parlando di prelievo sugli extra profitti delle banche«, ha sottolineato il vice premier, «ho detto che non dobbiamo colpire le piccole banche cooperative e popolari».
SFIDE APERTE
L'Abruzzo economy summit, evento promosso dalla Regione Abruzzo con la media partnership del Sole 24 Ore e organizzato dalla Mirus, è stato aperto dal presidente della Regione, Marco Marsilio: «L'Abruzzo fa registrare risultati importanti in termini di innovazione, crescita ed esportazioni. Questo non vuol dire che i problemi siano tutti risolti», ha precisato il governatore, parlando delle sfide future: Zes unica, Pnrr, nuova programmazione 2021-27: «La Zes ora riguarderà l'intero territorio abruzzese, dove poter utilizzare i vantaggi fiscali e le autorizzazioni per l’insediamento delle imprese. È una grande opportunità di crescita». Il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, ha indicato le priorità dell’azione regionale «il completamento delle grandi infrastrutture, con la ferrovia Pescara-Roma al primo posto, spendere bene e velocemente i fondi europei a disposizione e la razionalizzazione normativa con la definizione di nuovi testi unici».
LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA
«Lo strumento Zes è maturo ed efficace: sarebbe un peccato perdere il lavoro fatto e la fiducia degli investitori», ha sottolineato Vito Grassi, vicepresidente di Confindustria, presente al summit con cinque presidenti di associazioni regionali degli industriali: Silvano Pagliuca (Abruzzo), Sergio Fontana (Puglia), Francesco Somma (Basilicata), Gianluigi Traettino (Campania) e Aldo Ferrara (Calabria). «La Zes unica per le regioni del Sud è un’occasione per il sistema imprenditoriale, purché il periodo di transizione non comporti rallentamenti rispetto al lavoro dei commissari», ha ribadito Grassi. «Voglio immaginare la Zes del Mezzogiorno soprattutto come piattaforma logistica integrata», ha aggiunto Pagliuca, «ben informatizzata e che riesca a essere di supporto alle aziende che operano e opereranno con nuovi insediamenti».