Tancredi, Gatti D’Ignazio: dinastie inossidabili

15 Febbraio 2017

TERAMO. È lungo l'elenco delle famiglie in politica a Teramo. La successione negli incarichi per la maggior parte dei casi ha interessato padri e figli creando di fatto una linea dinastica nella...

TERAMO. È lungo l'elenco delle famiglie in politica a Teramo. La successione negli incarichi per la maggior parte dei casi ha interessato padri e figli creando di fatto una linea dinastica nella trasmissione del potere. L'esempio più famoso è quello della famiglia Tancredi. A raccogliere l'eredità di Antonio, per decenni deputato e capocorrente della Dc, è stato soprattutto il figlio maggiore Paolo, alla seconda legislatura in Parlamento dopo una rapida carriera iniziata in consiglio comunale e passata per la Regione. Anche il secondogenito Marco si è affacciato più di recente sulla scena politica, con due elezioni consecutive in Comune e un’esperienza da assessore terminata prematuramente a giugno dell’anno scorso con il rimpasto che l’ha costretto a rinunciare al suo posto in giunta. Figlio d'arte è anche Paolo Gatti. Il padre Antonio, anche lui esponente teramano della Dc è stato assessore e poi sindaco nei primi anni '90. Le sue orme sono state in parte ripercorse da Paolo, che ha iniziato la sua esperienza politica come consigliere comunale di opposizione, poi in giunta e da due mandati in Regione come assessore e ora vicepresidente del consiglio.

«Quando ho deciso di dedicarmi alla politica mio padre era fortemente contrario. L’aver vinto la sua coriacea resistenza mi ha permesso poi di vincere tante altre sfide. Mi ha trasmesso l’importanza dell’impegno, della dedizione e della massima disponibilità e spero di aver interpretato al meglio questo suo insegnamento. Il fatto di aver raggiunto in politica traguardi anche superiori ai suoi vuol dire che questi principi è ruscito a farmeli arrivare».

Un percorso simile è stato seguito da Giorgio D'Ignazio, figlio di Pietro altro ex sindaco democristiano. Dall'esordio come consigliere comunale di opposizione, ha ricoperto l'incarico di assessore per poi passare all'Emiciclo. Nella pattuglia dei discendenti di politici democristiani c'è anche Mauro Di Dalmazio, anche lui salito dal Comune alla Regione, con incarichi da consigliere ed assessore in entrambi gli enti. Suo padre Italo è stato invece presidente della Provincia e artefice di un primo esperimento a livello locale di compromesso storico con il coinvolgimento della sinistra in giunta. Più tenue è il filo successorio tra Gianni Chiodi, e il padre Piero. I trascorsi di quest'ultimo in politica si perdono lontano nel tempo e non sono andati oltre l'incarico da assessore in Comune. La carriera di Gianni nelle istituzioni, invece, è più articolata e lunga. Candidato sindaco sconfitto alla sua prima apparizione nell'agone elettorale risalente al '99, ci riprovò e vinse cinque anni più tardi prima di conquistare la Regione nel 2009 con l’elezione a governatore non confermata nell'ultima tornata elettorale. A Roseto ci sono infine i fratelli Tommaso e Teresa Ginoble, il primo parlamentare Pd, la seconda presidente del consiglio comunale. Tommaso inizia nel 1980 sulla scia dei suoi successi nella pallacanestro. Perché tutte le strade possono portare alla politica.

(Ha collaborato

Federico Centola)