Tari, 15mila avvisi di accertamento ai cittadini che non pagano la tassa

10 Febbraio 2020

Un contribuente su tre non è in regola con i versamenti, l’assessore Seccia annuncia un giro di vite L’obiettivo dell’amministrazione è recuperare 9,6 milioni che ogni anno sfuggono alle casse dell’ente

PESCARA. A Pescara più di un cittadino su tre non paga la tassa sui rifiuti. Secondo le ultime rilevazioni effettuate dagli uffici del Comune, la percentuale di evasione della Tari avrebbe raggiunto il 38 per cento. Questo significa che su un incasso annuo previsto in bilancio di 26,6 milioni, ben 9,6 sfuggono alle casse dell’ente.
Una cifra elevatissima che ora l’amministrazione ha intenzione di recuperare tramite la società comunale di riscossione Adriatica risorse. Martedì scorso l’assessore ai tributi Eugenio Seccia, durante la sua audizione in commissione Finanze presieduta da Maria Luigia Montopolino, ha annunciato un giro di vite sugli evasori. «Mi risulta», ha detto, «che stanno per essere spediti 15mila avvisi di accertamento». Gli avvisi vengono inviati a quei contribuenti che non sono risultati in regola con i versamenti della Tari, sia per aver pagato una cifra inferiore all’importo dovuto, sia per non aver versato nemmeno un euro.
Gli avvisi sono stati preparati in base ai controlli che prima gli uffici del Comune e poi Adriatica risorse, quando è subentrata nel giugno scorso nella gestione della riscossione, hanno effettuato sui versamenti della Tari, a partire dal 2014 e fino al 2019. Per quanto riguarda l’anno scorso, non è stata ancora rivelata una cifra precisa del numero di evasori, perché i pagamenti da parte di alcuni contribuenti potrebbero essere stati effettuati in ritardo tramite lo strumento del ravvedimento operoso.
Gli avvisi di accertamento serviranno proprio a chiarire la posizione dei contribuenti. Chi ha evaso la tassa, o ha versato una cifra inferiore a quella dovuta, dovrà mettersi in regola entro 30 giorni versando quando dovuto, più le sanzioni e gli interessi per ritardato pagamento. In caso contrario, superata la scadenza, i contribuenti riceveranno un ulteriore sollecito e se anche questo non dovesse essere preso in considerazione, partirà la procedura della riscossione coatta che prevede alla fine l’avvio del pignoramento di beni mobili e immobili del cittadino o della società non in regola.
Ovviamente, gli avvisi non c’entrano niente con i modelli F24 precompilati che Adriatica risorse sta per spedire a 60mila contribuenti per effettuare il pagamento della Tari del 2020. Pagamento che quest’anno avverrà in maniera particolare, a causa della decisione del governo di modificare il sistema di calcolo delle tariffe della tassa sui rifiuti. In pratica, il Comune ha deciso di far versare ai contribuenti le prime tre rate con lo stesso importo dello scorso anno e di effettuare un conguaglio con la quarta rata a dicembre. Chi sceglie il versamento in un’unica soluzione, dovrà versare il 75 per cento dell’imposta calcolata con le tariffe 2019 e poi procedere al saldo a fine anno.
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