Tari, la prima rata scade giovedì Ma i bollettini sono in ritardo
Diversi contribuenti non hanno ancora ricevuto i modelli precompilati inviati dalla società comunale L’assessore Seccia: «Cercheremo di essere tolleranti nei confronti di chi verserà dopo il termine»
PESCARA. Conto alla rovescia per il primo pagamento dell’anno per la tassa sui rifiuti. I contribuenti che hanno scelto di dilazionare l’importo, si dovranno recare in banca o alle Poste entro giovedì 15 aprile per versare la prima rata. Ma non tutti potranno farlo. Diversi cittadini lamentano di non aver ancora ricevuto a casa i modelli F24 precompilati per procedere ai pagamenti. La consegna sarebbe in ritardo. Lo ha confermato ieri l’assessore ai tributi Eugenio Seccia. «Anche a me sono giunte segnalazioni sui mancati recapiti», ha detto, «per questo motivo, ho già chiesto alla società comunale addetta alla riscossione Adriatica risorse un report sulle spedizioni dei bollettini che mi dovrebbe essere consegnato entro la prossima settimana». «Molto probabilmente», ha aggiunto, «il ritardo dovrebbe essere dovuto alla società che si occupa delle consegne, ma attendo conferme».
L’assessore ha poi affrontato il problema dei pagamenti che potrebbero essere effettuati oltre la scadenza del 15 aprile. «Cercheremo in qualche modo di essere tolleranti», ha fatto presente, «anche se, almeno in teoria, chi paga in ritardo è comunque passibile di sanzioni». Tuttavia, i contribuenti che non dovessero ricevere i bollettini, potranno comunque procedere con l’autoliquidazione compilando da soli i bollettini. Del resto, le tariffe non sono variate rispetto all’anno scorso e gli importi da pagare, salvo modifiche agli immobili o al numero dei componenti del nucleo familiare, saranno gli stessi del 2020.
Insomma, la proroga per la prima rata decisa dal consiglio comunale, il 19 marzo scorso, per dare più tempo ai contribuenti per pagare non sembra sia servita a molto, visto che diversi bollettini non sono arrivati. Bisogna ricordare, in proposito, che la scadenza iniziale era fissata al 31 marzo scorso, sia per le famiglie, sia per le utenze non domestiche che hanno proseguito l’attività anche durante le chiusure per l’emergenza Covid. Il termine, poi, è stato fatto slittare al 15 aprile per tutte queste categorie di contribuenti. Mentre le utenze non domestiche, come i bar e i ristoranti, che sono stati costretti a fermarsi o hanno deciso di farlo volontariamente, non dovranno versare la prima rata e nemmeno il conguaglio del 2020, perché sono stati sospesi.
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