Tassa rifiuti, c’è caos sulle regole I pagamenti non sono chiari

10 Gennaio 2020

Il Comune in attesa di indicazioni dal governo per stabilire le tariffe, si teme per l’invio dei bollettini  Seccia: «Gli uffici non riescono a fare i calcoli, la prima rata di marzo si verserà con il vecchio sistema»

PESCARA. A poco più di due mesi dalla scadenza del primo versamento della tassa dei rifiuti del 2020, mancano ancora le regole precise per determinare il nuovo sistema tariffario. Da quest’anno, infatti, cambia tutto. Il governo ha rivoluzionato il sistema di calcolo stabilendo che, a partire dal 2020, il costo dei rifiuti degli enti locali dovrà essere interamente finanziato tramite il relativo prelievo effettuato con l’imposta a carico dei contribuenti e non più coperto con i soldi prelevati dai bilanci delle amministrazioni comunali.
MANCANO LE REGOLE. Come si traduce tutto questo per le tasche dei cittadini? Per ora, nessuno è in grado di dirlo. Le poche indicazioni arrivate finora dal governo e dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera), incaricata di definire i criteri di calcolo e di riconoscimento dei costi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, non bastano agli uffici comunali per determinare le nuove tariffe. Nella stessa situazione sarebbero tutti gli altri Comuni italiani, tra cui anche quello di Montesilvano che mercoledì scorso ha contattato l’assessore comunale alle finanze e ai tributi di Pescara Eugenio Seccia per avere da lui qualche consiglio su come procedere per la Tari di quest’anno e per l’approvazione del bilancio. «Ho spiegato all’assessore di Montesilvano Deborah Comardi», ha rivelato Seccia, «che noi abbiamo approvato in consiglio il bilancio entro la fine dell’anno scorso inserendo lo stesso sistema di calcolo della Tari e il relativo gettito stabilito per il 2019. Se non procedevamo in questo modo, non avremmo potuto approvare il documento contabile».
UFFICI BLOCCATI. Fatto sta che il lavoro sulla Tari, da parte degli uffici dell’ente, si è fermato. «I tecnici del Comune e quelli della società dei rifiuti Ambiente spa non sono riusciti ad interpretare le indicazioni giunte finora dall’Arera». Si attendono altri chiarimenti, che per il momento non sono arrivati.
BOLLETTINI A RISCHIO. I tempi, tra l’altro, sono ristretti. Secondo il regolamento comunale sulla tassa dei rifiuti, entro il prossimo marzo i contribuenti che sceglieranno di pagare i maniera dilazionata l’imposta si dovranno recare in banca o alle Poste per effettuare il versamento della prima rata. Proprio in vista di questa scadenza, gli uffici dovranno preparare i modelli F24 precompilati, con tanto di importi, da inviare a casa dei 60mila contribuenti soggetti all’applicazione della tassa. Ovviamente senza le regole, questo lavoro rischia di bloccarsi. Ma l’assessore ha già pronta una soluzione. «La prima rata, probabilmente», ha avvertito, «si dovrà pagare applicando le tariffe del 2019, salvo conguagli a fine anno quando sarà pronto il nuovo sistema di calcolo».
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