Tassa sui rifiuti, scoperti 1.800 evasori

Conclusi gli accertamenti sull’imposta degli ultimi tre anni, sono già partiti gli avvisi. Il Comune deve recuperare 2,5 milioni
PESCARA. Sono tanti i contribuenti che non pagano, o versano solo in parte, la tassa sui rifiuti. L’ Ufficio tributi ha effettuato controlli a tappeto nel corso del 2017 e ha scoperto ben 1.870 casi di presunti evasori della Tari negli ultimi tre anni, di cui circa 200 aziende. Sono già partiti i primi avvisi per invitare i cittadini a mettersi in regola, poi scatteranno le ingiunzioni.
I risultati del lavoro certosino che hanno svolto gli uffici sono stati resi noti ieri dall’amministrazione comunale. Gli accertamenti hanno fatto emergere 1.890.287 euro di tassa evasa. A questa cifra bisogna aggiungere 94.515 euro di tributo provinciale, 594.158 di sanzioni applicate nella misura massima del 30 per cento, 4.664 di interessi e 5.860 di spese. La somma complessiva che il Comune dovrebbe incassare, secondo i calcoli, si aggira sui 2.589.486 euro.
In un documento, firmato dal dirigente ai Tributi Maria Gabriella Pollio, c’è anche l’elenco di tutti i contribuenti che non risultano in regola con i pagamenti degli anni 2015, 2016 e parte del 2017. All’interno ci sono cittadini che hanno ricevuto l’accertamento per decine di migliaia di euro. Ma ci sono anche casi di contribuenti che risultano debitori del Comune per pochi euro. A questi viene applicata lo stesso la sanzione massima del 30 per cento, o ridotta al 15 se il versamento viene effettuato entro 90 giorni dalla notifica dell’avviso. Emblematica la posizione di un cittadino che si è trovato nella lista degli evasori per aver versato la Tari con un importo inferiore di 6,65 euro, rispetto a quanto avrebbe dovuto pagare effettivamente per la tassa. A questa cifra sono stati poi aggiunti dagli uffici 0,35 euro di imposta provinciale, più 2 euro di sanzioni. Così, il cittadino ha ricevuto un avviso di accertamento di appena 9 euro. Stessa situazione per una società che avrebbe pagato 4,74 euro in meno. Con il tributo provinciale e la sanzione, la cifra da versare è salita ad appena 7 euro.
Completamente diverso il caso di una società che avrebbe evaso la Tari nel 2015 per ben 186.201 euro. Un record. Con la sanzione massima al 30 per cento, pari a 58.653 euro e il tributo provinciale di 9,310 euro, la somma da versare al Comune è lievitata addirittura a 255.025 euro. Nell’elenco di 48 pagine, comunque, si può trovare di tutto. Risultano non in regola con i pagamenti semplici contribuenti, ma anche imprese, negozi, uffici, stabilimenti balneari e persino degli hotel.
Gli accertamenti sono stati effettuati incrociando i dati degli iscritti nei ruoli della tassa sullo smaltimento dei rifiuti urbani con quelli dell’anagrafe, ma anche tramite sopralluoghi a domicilio e con verifiche al catasto, sulle attività commerciali e professionali e sui pagamenti effettuati negli anni precedenti.
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