Tasse arretrate, 6 anni di rate per pagare

19 Dicembre 2018

Il Comune introduce agevolazioni per le famiglie con difficoltà economiche, sparisce anche l’obbligo della fideiussione

PESCARA. L’amministrazione comunale viene incontro alle famiglie con difficoltà economiche che non riescono a pagare le tasse locali. Per questo, sono in arrivo nuove regole che consentiranno ai contribuenti, sia persone fisiche che imprese e società, debitori nei confronti dell’ente di mettersi in regola versando a rate fino ad un massimo di sei anni. Inoltre, d’ora in poi non sarà più necessario ricorrere ad una fideiussione bancaria a garanzia del pagamento dovuto.
Le nuove agevolazioni saranno introdotte con una modifica al regolamento sulle entrate tributarie. Ieri la commissione Finanze, presieduta dal vice presidente Ivano Martelli, ha esaminato l’apposita delibera che dovrebbe essere votata domani dal consiglio comunale, dopo un secondo passaggio sempre in commissione. Non si esclude, quindi, qualche modifica. Durante la seduta, il provvedimento è stato illustrato dalla dirigente ai Tributi Maria Gabriella Pollio.
A CHI INTERESSA. Le agevolazioni sono rivolte alle famiglie, alle società e alle aziende in gravi difficoltà economiche e con determinati requisiti. L’obiettivo è aiutare chi non può pagare e, nello stesso tempo, consentire al Comune di recuperare quei crediti altrimenti difficilmente esigibili.
ECCO LE REGOLE. In questo modo si vuole dare la possibilità ai contribuenti di mettersi in regola pagando le tasse arretrate a rate. Sono migliaia i cittadini che non hanno versato negli anni scorsi la Tari, l’Imu e la Tasi. Questo beneficio verrà concesso a chi ha debiti con importi pari o superiori a 300 euro, esclusivamente per il pagamento di atti notificati dal Comune al contribuente per il recupero volontario o coattivo delle entrate, come gli avvisi di accertamento tributari per omessa o infedele denuncia, oppure per omesso versamento, e le ingiunzioni di pagamento. L’interessato dovrà essere titolare di un conto corrente bancario o postale per l’addebito delle rate e dei relativi interessi.
Le condizioni fissate nel regolamento non finiscono qui. Gli uffici del Comune concederanno la rateizzazione solo ai contribuenti con gravi disagi economici, verificabili attraverso il reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente), non titolari di beni mobili registrati, natanti posseduti anche all’estero dal richiedente o dai componenti del nucleo familiare. In qualunque caso, le dilazione di pagamento non si potrà ottenere con redditi Isee superiori a 18mila euro annui; se si hanno depositi, conti correnti e/o titoli con saldo medio superiore a 5.000 euro, o beni mobili e/o natanti registrati e con valore di mercato superiore a 15.000 euro.
Invece, per le società, la rateizzazione potrà essere concessa in caso di crisi economica o finanziaria risultante dai bilanci. Escluse le società che si trovano già in stato di liquidazione.
DURATA DELLE RATE. La rateizzazione verrà calcolata sull’importo totale dell’atto notificato, comprensivo di oneri e spese. Così, i debiti fino a 1.200 euro si potranno pagare in 12 rate mensili; fino a 2.500 euro, in 18 rate; fino a 5.000 euro, in 24 rate; fino a 10.000 euro, in 36 rate; fino a 15.000 euro, in 48 rate; fino a 30.000 euro, in 60 rate; oltre questa cifra, in 72 rate. Un’altra agevolazione importante riguarda l’eliminazione dell’obbligo della fideiussione, finora richiesta ai contribuenti che avevano debiti superiori a 10mila euro. Ora sarà necessaria solo per le società con debiti superiori a 30mila euro. Infine, il ritardato pagamento sarà tollerato fino ad un massimo di 10 rate.
©RIPRODUZIONE RISERVATA