Tassoni a Peca: l’attrezzatura del bar è mia, non l’ho rubata

8 Giugno 2014

MONTESILVANO. «Vogliono farmi passare per ladra ma io proprio non ci sto». È questa la replica di Raffaella Tassoni, affittuaria del bar Milkyway ormai in fase di smantellamento che affaccia su...

MONTESILVANO. «Vogliono farmi passare per ladra ma io proprio non ci sto». È questa la replica di Raffaella Tassoni, affittuaria del bar Milkyway ormai in fase di smantellamento che affaccia su piazza Diaz, alle accuse del noto commerciante Bruno Peca, proprietario dell’attività, che nei giorni scorsi si è incatenato a palazzo di città lamentando di essere stato derubato.

Nel lasciare il locale centrale, l’affittuaria ha provveduto a smontare e rimuovere tavoli, sedie, frigoriferi e tutto ciò che, a suo avviso, è di sua proprietà. «Quelle attrezzature sono mie, eppure da giorni le stanno portando via con dei furgoni sotto gli occhi di tutti senza che nessuno intervenga», aveva controbattuto Peca che, dopo aver chiamato le forze dell’ordine per bloccare il trasloco senza successo, aveva deciso di attuare la protesta.

«Sono una persona seria e rispettata», ribatte dopo qualche giorno di silenzio Tassoni, «e non posso permettere che qualcuno mi accusi di appropriazione indebita sul giornale senza replicare. Tutto ciò che ho portato via è mio perché ho un regolare atto pubblico stipulato davanti a un notaio, che testimonia che ho acquistato tutte le attrezzature del bar dal precedente proprietario, il quale, a sua volta, aveva dimostrato, carte alla mano, di averle acquistate».

Ed è proprio per questa ragione che la titolare del bar ha smantellato il locale senza preoccupazioni, salvo poi trovarsi al centro di una querelle finita sulla stampa locale a causa della plateale protesta di Peca che si è incatenato all’interno del municipio portando con sé un’ascia, prontamente sequestrata dai carabinieri. «A testimonianza del fatto che quello che dico è vero e che non sono affatto una ladra», aggiunge Raffaella Tassoni, «c’è anche il mancato intervento dei carabinieri che non mi hanno bloccata, tantomeno denunciata. Forse perché i documenti parlano chiaro». (a.l.)

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