Tedeschini lascia il 15 aprile Procura in mano a Varone

La dirigente che indaga su Rigopiano pronta al trasferimento a Pesaro La reggenza affidata al pm delle inchieste sulla pubblica amministrazione
PESCARA. Quindici giorni ancora e, poi, sarà il momento del cambio al vertice della procura di Pescara: tra il 16 aprile e il 15 maggio prossimo il procuratore capo Cristina Tedeschini lascerà l’ufficio al quinto piano del palazzo di giustizia e si trasferirà alla guida della procura di Pesaro. Il 15 aprile, infatti, sarà il giorno della pubblicazione del bollettino giudiziario con l’ordine del trasferimento e, da quel giorno, ci sarà un mese di tempo per prendere possesso del nuovo ufficio. Manca poco, e a meno di colpi di scena, Tedeschini lascerà la procura e anche le inchieste che coordina insieme agli altri magistrati. A partire dall’indagine sulla tragedia dell’Hotel Rigopiano che, il 18 gennaio scorso, si è sbriciolato a causa di una valanga ed è diventato la tomba per 29 persone tra ospiti e dipendenti.
Rigopiano a Papalia. L’indagine, per omicidio plurimo colposo e disastro colposo, è guidata dalla Tedeschini insieme al pm Andrea Papalia ed è prossima a una svolta: in procura stanno per arrivare i rapporti decisivi redatti dagli investigatori sui giorni e sulle ore precedenti al disastro e arriveranno i primi indagati. Durante il corteo in memoria delle vittime del 18 marzo scorso a Farindola in occasione dei primi due mesi dalla tragedia, i familiari hanno esposto uno striscione invitando la Tedeschini a non lasciare l’incarico e a proseguire l’indagine per fare luce su tutto ciò che a Rigopiano è andato storto: «Giustizia ritardata è giustizia negata, Tedeschini non ci abbandonare», questo il testo dello striscione con tanto di foto della dirigente. Ma non dipende più dalla Tedeschini se restare ancora a Pescara o andare tra due settimane a Pesaro: solo il Csm potrebbe ritardare il trasferimento ma è un’eventualità che sembra remota.
Procura in mano a Varone. In attesa di una guida stabile, il reggente della procura sarà il pm Gennaro Varone, ormai da 15 anni a Pescara: con 28 anni di servizio come giudice civile e penale e sostituto procuratore, è lui il magistrato più anziano in ruolo e toccherà a proprio a lui traghettare la procura fino alla nomina del nuovo procuratore capo. Varone, il pm che ha inaugurato la stagione delle inchieste sulla pubblica amministrazione a Pescara, è anche uno dei 12 magistrati in lizza per l’incarico di procuratore capo: c’è anche il suo nome tra quelli che hanno fatto domanda per dirigere la procura di Pescara.
I nomi in corsa. Gli altri sono quelli di Maurizio Caporuscio, pm a La Spezia, Fabio Gliozzi, pm a Siena, Pietro Argentino, aggiunto a Taranto, Emma D’Ortona, procuratore generale alla Corte d’Appello di Roma, Antonio La Rana, sostituto procuratore generale alla Corte d’Appello di Campobasso, Franco Pacifici, pm a Viterbo, Massimiliano Serpi, aggiunto a Bologna, Francesco Mandoi, pm della Direzione nazionale antimafia dal 2010, Elisabetta Melotti, procuratore di Ancona, Gabriella Casella, presidente di sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Elisabetta Pugliese, dell’Antimafia, Nicola Maiorano, pm a Roma, Elisabetta Rosi, consigliere di Cassazione, Giovanni Bombardieri, aggiunto a Catanzaro, Stefano Pesci, pm a Roma, Ettore Picardi, sostituto procuratore generale alla Corte d’Appello dell’Aquila, Lia Sava, aggiunto a Caltanissetta, Ludovico Vaccaro, procuratore di Larino, e Rosaria Vecchi, pm a Lanciano.
Attesa. Non c’è una data certa sulla decisione del Csm, organo che ha al vertice l’abruzzese Giovanni Legnini in qualità di vicepresidente. La certezza è che uno come Varone dovrebbe interpretare la reggenza come un periodo di ordinaria amministrazione in cui limitarsi agli atti ineludibili senza ristrutturazioni nelle mansioni dei pm: un nuovo incarico dettato dalla legge. In caso di nomina effettiva, invece, Varone non esiterebbe a cambiare l’assetto della procura. Per la reggenza, in seconda battuta, il sostituto di Varone sarà il pm Salvatore Campochiaro.
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