Tegola sugli operai La Cir di Tocco va in liquidazione

26 Luglio 2014

L’assemblea nella fabbrica con 130 lavoratori e i politici Lolli: cercheremo di garantire la cassaintegrazione

TOCCO DA CASAURIA. L'unica cosa certa che i lavoratori della Compagnia italiana rimorchi (Cir) hanno appreso ieri è che la fabbrica è finita: la produzione, quando termineranno le poche commesse pregresse, non sarà riattivata. Dal concordato preventivo si è passati al quello liquidatorio e il tribunale di Verona, città della sede legale dell'azienda di rimorchi di contrada Ceppeto di Tocco da Casauria, dovrà nominare un commissario per garantire la procedura di liquidazione.

Certezze, invece, dovranno acquisirsi sulla firma della concessione della cassaintegrazione ai dipendenti, i 180 della sede di Tocco da Casauria e altrettanti dislocati a Bussolengo di Verona e a Nichelino di Torino. Nell'ottobre 2013 al ministero del lavoro e dello sviluppo economico a Roma si era svolto un tavolo di lavoro con le parti sociali, l'azienda e i rappresentanti ministeriali per accordare la cassaintegrazione guadagni straordinaria per un anno ai dipendenti del gruppo, ma in realtà non era stato sottoscritto nessun atto ufficiale. Era stato solo stabilito di concedere 3mila euro a chi fosse stato utilizzato a rotazione e 5 mila ai lavoratori - una minima parte - a zero ore. Ad erogare le provvidenze però non è stato l'Inps poiché non c'è stata una sottoscrizione ufficiale dell'accordo ma un istituto di credito locale sulla base di quanto discusso al ministero e soprattutto sulla firma di garanzia di ogni dipendente. In sostanza, la banca ha aperto un fido a ogni lavoratore Cir. Un’operazione che ora legittima l'istituto di credito a richiedere le somme erogate ai lavoratori qualora non intervenga l'Inps. Per districare questa matassa hanno assicurato il loro impegno il vice presidente della Regione Giovanni Lolli e l'assessore regionale Mario Mazzocca, con il sindaco di Tocco Luciano Lattanzio, i presidenti dei consigli comunali di Torre de’ Passeri e Castiglione a Casauria Antonello Linari e Giammarco Marsili intervenuti a rappresentare le loro comunità nelle quali vive la maggior parte delle famiglie che rischierebbero di essere perseguite dall'istituto bancario.

L'interessamento dei politici dovrà tendere ad assicurare ai lavoratori anche altri sei mesi di cassaintegrazione da ottobre 2014 ad aprile 2015 essendo ormai l'azienda in fase di liquidazione. Con i rappresentati delle istituzioni sono stati presenti i sindacalisti Luigi Marinucci della Fiom Cgil e Luca Piersante della Uilcem Uil, unici assenti i rappresentanti aziendali «che evidentemente non avevano più nulla da dire ai lavoratori o da promettere», è stato detto nell'assemblea. Questa assenza è stata sottolineata da Lolli che ha usato parole dure verso l'azienda per il comportamento adottato nei confronti dei lavoratori e delle loro centinaia di famiglie. «Contiamo che nell'arco della prossima settimana», ha detto il vice presidente, «riusciremo ad ottenere la firma dal ministero e a dare risposte certe ai lavoratori». Lolli e Mazzocca si sono altresì impegnati ad accertare le reali intenzioni di possibili investitori che possano rilevare il colosso toccolano. Sembrerebbero svaniti gli interessi da parte dei Turchi e dei Polacchi che avrebbero voluto rilevare solo il marchio di fabbrica continuando la produzione nei loro stabilimenti. Resterebbero in piedi le manifestazioni di gruppi cinesi e italiani. All'incontro hanno partecipato circa 130 lavoratori su 180 in forza a Tocco.

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