Telecamere delle Poste ko Bandito tradito dal vicino

26 Settembre 2015

La videocamera di un privato consente di catturare uno dei tre rapinatori messi in fuga il 4 agosto dal direttore della filiale di via Nazionale Adriatica Nord

PESCARA. Le telecamere installate all’esterno di una villetta e le testimonianze di chi ha visto il terzetto in azione. Unendo questi elementi, i carabinieri sono riusciti a incastrare uno dei tre uomini che la mattina del 4 agosto hanno tentato una rapina all’ufficio postale di via Nazionale Adriatica Nord ma hanno dovuto rinunciare perché il direttore li ha messi immediatamente in fuga. In carcere, nella Capitale, è finito Romano Micconi, 47 anni, di Pomezia, già conosciuto dalla polizia per una serie di reati di droga, rapine a mano armata, ricettazione, lesioni e altri reati.

Per militari dell’Arma, coordinati dal capitano Claudio Scarponi, il 47enne e i suoi complici avrebbero escogitato per bene il colpo all’ufficio postale. Nei giorni precedenti, infatti, i banditi hanno tagliato i supporti della grata di ferro che protegge una finestra posteriore dell’ufficio postale e manomesso il climatizzatore, per costringere il personale della strttura ad aprire la finestra, allo scopo di areare il locale. La mattina del colpo il gruppetto è arrivato con una Fiat Panda e un furgone Fiat Talento, poi risultati rubati, e ha atteso che il portavalori scaricasse circa centomila euro da utilizzare per il pagamento delle pensioni. Due rapinatori si sono avvicinati alla finestra scelta per entrare in azione, hanno rimosso la grata che non era più ancorata alla parete e hanno puntato una pistola contro il direttore che, come ipotizzato, si è avvicinato alla finestra e l’ha aperta per far circolare un po’ d’aria nella struttura, in una caldo martedì d’agosto. Il responsabile dell’ufficio postale non si è affatto intimorito e ha immeditamente chiuso la finestra, nonostante i calci e i pugni sferrati con violenza dai due sconosciuti che erano pronti ad entrare e armati. La coppia, attesa all’esterno da un terzo uomo, non ha potuto far altro che rinunciare. La banda ha raggiunto la Panda di corsa ed è sparita da via Nazionale Adriatica Nord per raggiungere un altro mezzo, a circa un chilometro da lì, e quindi è sparita. Il passaggio tra le due auto è stato distintamente da un testimone che, insospettito, ha riferito il fatto agli investigatori.

Le indagini dei carabinieri, ricostruite dal tenente Antonio Di Dalmazi, hanno incontrato subito un primo ostacolo perché le telecamere dell’ufficio postale erano fuori uso, forse da mesi. Sono state utilissime, invece, le riprese le telecamere di una villetta che si trova a poca distanza dall’ufficio postale. Le immagini hanno consentito di individuare la fisionomia di uno dei tre, ripreso sia all’arrivo sia mentre armeggiava vicino alla Panda, forse per prendere una pistola, prima di tentare l’asssalto. Grazie a quel filmato i militari dell’Arma hanno avviato un lavoro di ricerca complesso finalizzato a risalire all’uomo e un po’ per volta, mettendo insieme gli elementi raccolti, hanno incastrato Micconi, che frequenta la zona di Pescara.

Ora restano da identificare i suoi complici e per i carabinieri si tratta di persone esperte che hanno messo a punto un piano dettagliato. Sapevano dell’arrivo del portavalori, si erano preparati la strada di ingresso tagliando i piedi della grata e avevano un mezzo a disposizione per la fuga, oltre che un complice con il ruolo di automobilista. È stato solo grazie al coraggio del direttore se è sfumato tutto e se non sono riusciti a mettere le mani su quei centomila euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA