Telefona da Psichiatria: «Ho ucciso mio padre»
PESCARA. Due giorni fa è stato ricoverato nel reparto di Psichiatria dell'ospedale di Pescara e ieri ha lanciato proprio da lì l'allarme su un omicidio, o meglio su un patricidio. Ci è voluto un po'...
PESCARA. Due giorni fa è stato ricoverato nel reparto di Psichiatria dell'ospedale di Pescara e ieri ha lanciato proprio da lì l'allarme su un omicidio, o meglio su un patricidio. Ci è voluto un po' per capire che si trattava di uno scherzo, frutto dei problemi mentali di un uomo che si trova in ospedale per essere curato. L'allarme è scattato attorno alle 14 di ieri.
Un uomo ha composto il 113 e ha detto all'operatore della sala operativa della questura di aver appena ucciso il padre. E' andato oltre: ha fornito un indirizzo, in via Lago di Capestrano, e anche un nome. Il personale della squadra volante ha raggiunto rapidamente il posto indicato, insieme all'ambulanza del 118, che è stato allertato per fronteggiare l'emergenza.
Ma a quell'indirizzo, si è scoperto, corrisponde un garage, e non c'era nulla di strano in quel punto. Nessun fatto di sangue. Sono quindi cominciati gli accertamenti per chiarire la vicenda, a partire dal nome che è stato fornito al 113 dall'uomo che ha lanciato l'allarme, ed è emerso che si tratta di un nome falso. Poi è stata effettuata una analisi sul numero telefonico usato dal chiamante.
Si tratta di un telefono pubblico installato in ospedale, sullo stesso piano del Reparto di psichiatria.
E così, una volta arrivati all’ospedale civile, gli agenti hanno chiuso il cerchio su quella telefonata senza fondamento: hanno scoperto infatti che a segnalare l'omicidio è stato un uomo con disturbi mentali, ricoverato da lunedì in Psichiatria.
L'unico elemento vero in tutta la storia è il domicilio di questo paziente dello "Spirito Santo", che in effetti vive in via Lago di Capestrano, luogo dell'omicidio segnalato ma, per fortuna, mai avvenuto. (f.bu.)
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