Telefoni in tilt per caldo e Covid: il 118 preso d’assalto dai cittadini

Gli operatori: il virus è riesploso, le richieste di ambulanza sono continue anche per i malori da afa Il direttore Lupi: «La nuova sede sulla Tiburtina ci permette di gestire meglio tutte le emergenze»
PESCARA. La recrudescenza del Covid, che preoccupa soprattutto gli anziani. E poi il caldo insopportabile. Sono le emergenze principali che il 118 deve affrontare in questo primo scorcio di estate, una stagione contrassegnata da temperature da incubo e da un numero di contagi che ha fatto registrare il segno più, negli ultimi 15 giorni, prima di arrivare al plateau. Il telefono della sede della centrale operativa del 118 di Pescara, sulla Tiburtina, a fianco all’aeroporto, squilla in continuazione. In sei ore, durante la mattina, sono circa cento le chiamate che arrivano, gestite da due infermieri, e talvolta dall’altro capo ci sono persone che desiderano «solo parlare con un medico, non riuscendo a mettersi in contatto con il medico di famiglia, per ricevere indicazioni, consigli. Ed è il medico del 118 a fornirli», spiegano.
«Essendo venuto meno il servizio delle Usca che era stato istituito per l’assistenza domiciliare ai malati di Covid, hanno ripreso a chiamare tutti il 118», fanno notare dalla centrale. Proprio il 118 è stato un punto di riferimento fondamentale, nel momento in cui è esplosa la pandemia, e ora, in attesa della riattivazione delle Usca (la Asl ha già dato il via libera per 27 medici), tanti compongono proprio il numero dell’emergenza sanitaria, specie «se i malati sono persone anziane, magari novantenni. I parenti si sentono più sicuri se si effettua il trasporto in ospedale perché temono una evoluzione pesante della malattia».
In questo periodo il 40% delle richieste di intervento riguarda proprio l’allarme Covid ma anche il caldo procura un bel da fare alla centrale operativa, che dispone di sei ambulanze con medico e infermiere (oltre all’autista) distribuite su tutta la provincia, più altre tre senza medico (sono delle associazioni: due Misericordia e una Croce Rossa) e un’altra con il solo infermiere, a San Valentino. In caso di necessità, poi, la Asl può autorizzare ad usare ambulanze aggiuntive, ed è accaduto anche con la ripresa del Covid.
«In tanti si rivolgono a noi per i tipici malori estivi, specie dalla zona costiera dove si moltiplica il numero delle presenze, nei mesi più caldi. Ci chiamano per svenimenti, sindromi vertiginose, episodi lipotimici o sincopatici» e molti si fanno soccorrere dall’ambulanza ma poi magari rifiutano di andare al pronto soccorso. «Sono tanti anche gli interventi sulla spiaggia», e nel report delle chiamate (sono centomila quelle gestite ogni anno), ci sono anche alcune particolarità. «Il 118 è considerato la risposta a ogni problema e c’è anche chi ci chiama per segnalare un incendio, ad esempio, o chi compone il numero dell’emergenza per denunciare il mancato ritiro dei rifiuti. Noi rispondiamo sempre (le linee sono 12) e predisponiamo l’intervento nell’immediatezza, a meno che non ci sia la disponibilità all’istante dell’ambulanza».
Il telefono del 118 suona senza soluzione di continuità anche nel fine settimana, specie d’estate, quando la fabbrica del divertimento va a pieno ritmo per cui arrivano «decine di chiamate per giovani ubriachi, e nella stragrande maggioranza dei casi sono minorenni, e scazzottate varie», da gestire a tambur battente, con le forze dell’ordine. Una sorta di febbre del sabato sera che dilaga, specie sulla riviera.
«La nuova sede», dice Vincenzino Lupi, che dirige il 118 di Pescara, «permette di gestire meglio tutte le situazioni emergenziali e di servire la popolazione in maniera ottimale» e uno step in più si raggiungerà con l’attivazione, sempre sulla Tiburtina, della centrale operativa unica con Chieti, all’incirca tra un mese, il cui bacino sarà di 700mila persone. Sulla Tiburtina è già attiva, invece, la centrale operativa dei trasporti gestiti dalla Asl (sono 12mila l’anno).

