Teramo, se mancano i posti c’è l’ipotesi di requisire alberghi

Solo due strutture hanno risposto al bando della prefettura Per coprire l’esigenza resterebbe solo l’alternativa estrema
TERAMO. Siamo a un passo dall’emergenza: le disponibilità di alloggio per i richiedenti asilo in provincia di Teramo sono quasi azzerate. Le previsioni della prefettura di Teramo, che neppure due mesi fa immaginava il possibile arrivo di 400 immigrati complessivi per quest’anno, potrebbero essere sforate. L’anno è appena iniziato ma i posti disponibili si sono già ridotti. Con l’ultimo massiccio sbarco di disperati in Sicilia, nel Teramano dovrebbero arrivare almeno un centinaio di migranti portando il numero dei presenti nelle strutture d’accoglienza a 360. Dunque, per arrivare a saturazione mancano 40 posti, gli ultimi disponibili. Si starebbe dentro con la capienza se da qui a fine anno gli sbarchi terminassero. Ma così non sarà e, anzi, le previsioni parlano di nuovi esodi. Il ministero dell’Interno, che ha proceduto alla ripartizione degli immigrati, ha stabilito che l’Abruzzo (esclusa L’Aquila) debba ospitare diverse decine di cittadini in fuga dalla povertà e dalla guerra.
Le prefetture sono stata allertate ed anche quella di Teramo si è immediatamente messa in moto. L’altro giorno, al palazzo, il prefetto Valter Crudo ed il suo vice aggiunto Alberto Di Gaetano hanno dovuto attivarsi per dare seguito a quanto disposto dalla circolare del Viminale che chiedeva nuove disponibilità. A oggi, solo Caritas e Gus (Gruppo umana solidarietà) stanno affrontando il problema accoglienza ed ospitalità dei migranti nelle strutture territoriali. E, guarda caso, sono solo loro (più altre due strutture private) ad aver risposto al bando della prefettura per la sistemazione dei disperati. Mentre Caritas e Gus con i requisiti sono a posto, delle altre due strutture alberghiere (una di queste sta a Martinsicuro) l’Ufficio territoriale del governo deve verificare l’idoneità. Lo Stato ha messo a disposizione appena 35 euro (a ribasso) a ospite. Pochi euro con cui bisogna provvedere a vitto, alloggio, lavanderia, servizio telefonico e molto altro. Il fatto che solo due strutture teramane abbiano risposto al bando la dice lunga sulla condizione in cui versa la provincia in termini di disponibilità. Gli operatori turistici, probabilmente, in vista della bella stagione non vogliono “interferenze”, ma anche il prezzo proposto dallo Stato non alletta.
La prefettura al momento la vede come ipotesi remota, ma anche la provincia di Teramo corre il rischio, in caso di nuovi massicci sbarchi e di indisponibilità delle strutture, di requisire strutture turistiche idonee. La legge non solo glielo consentirebbe, ma glielo imporrebbe, se Roma si trovasse in una situazione di affanno.Complessivamente, fino ad ora, in provincia di Teramo sono stati gestiti finora 700 stranieri: di questi, una parte sono richiedenti asilo mentre gli altri hanno proseguito il loro viaggio oltre confine. Attualmente, ospiti nelle strutture, sono 270 a cui si andranno ad aggiungere altri 90 immigrati appena sbarcati a Palermo. Dunque, ai previsti 400 immigrati da assistere entro fine anno ci siamo avvicinati con largo anticipo. Fra i comuni che avevano manifestato malumore c’è Martinsicuro. Il sindaco, Paolo Camaioni aveva ribadito proprio agli organi prefettizi, «le apprensioni e le perplessità di molti cittadini per il fatto che si continui a scegliere unicamente il nostro Comune insieme a pochi altri (Alba Adriatica, Castellalto e Torricella Sicura) per dare seguito a queste procedure di accoglienza, evidenziando comunque l’importante lavoro effettuato per rassicurare i nostri cittadini sul fatto che queste persone, nella maggior parte dei casi, non recano problemi in fatto di sicurezza o sanità pubblica. Ho ribadito, inoltre, la necessità di contenere al minimo indispensabile questi arrivi nella nostra città e di far girare le informazioni con congruo anticipo in maniera tale da gestire per tempo tutte le problematiche logistiche che ne dovessero conseguire».
Alex De Palo
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