Terapie intensive in Abruzzo: superata la soglia di allarme

Ieri 235 nuovi contagi e 3 decessi. Il virologo Fazii: «Un lockdown? Solo per i non vaccinati»
«Mi auguro che non sia necessario, ma arrivati a questo punto se bisogna parlare di un nuovo lockdown, bisogna farlo solo per coloro che non si sono vaccinati». È l’opinione Paolo Fazii, direttore dell’unità operativa complessa di Microbiologia e virologia dell’ospedale di Pescara, nel giorno in cui l’Abruzzo fa registrare due nuovi ingressi in terapia intensiva, arrivando a un totale di 19 ricoverati e supera la soglia per il passaggio in zona gialla (10% di posti letto occupati), «da medico è mio dovere tutelare la salute di tutti, poi spetta ai politici trovare un compromesso sulle misure restrittive. Ma sinceramente, dopo due anni di pandemia, vedere ancora persone che non remano dalla parte giusta è scoraggiante. Vedo in giro ancora molti comportamenti irresponsabili e il virus continua a circolare». Nelle ultime 24 ore, sono stati registrati 235 nuovi casi in Abruzzo, di età compresa tra 1 (una bambina della provincia di Chieti) e 94 anni (un’anziana del Chietino), che portano il totale dei contagiati dall’inizio dell’emergenza a 93.691. Sono stati registrati anche tre nuovi decessi residenti a Cheti (85 anni), Torricella Sicura (91 anni) e Silvi (72): il totale dei morti per Covid in Abruzzo sale a 2.623. Numeri che suonano come un campanello d’allarme, ma ancora distanti dai livelli dello scorso anno: nell'ultima settimana, in Abruzzo, i decessi sono stati 13; negli stessi sette giorni del 2020 erano stati 67.
I TAMPONI I casi positivi sono stati scovati tramite l’analisi di 3.951 tamponi molecolari e 16.743 test antigenici. Il tasso di positività dei test è pari a 1.13 per cento. Restando in tema tamponi, il governo sta valutando la possibilità di rendere necessario un test rapido per entrare nei teatri, nei cinema e negli stadi, anche a chi si è vaccinato o è guarito dal Covid: «Una misura che mi troverebbe d’accordo», dice Fazii, «perché con un tampone possiamo tenere sotto controllo anche la situazione dei vaccinati. Sappiamo che, purtroppo, anche loro possono contrarre il virus, anche se in forma più leggera. Proprio per questo motivo chi è vaccinato non può mettere da parte il senso di responsabilità».
L’IMPORTANZA DELLE
MASCHERINE Il virologo Fazii lancia un appello anche all’utilizzo della mascherine, l’altra arma fondamentale per bloccare la circolazione del Covid. «Vedo ancora troppe persone, anche sul luogo di lavoro, che non la utilizzano ed è gravissimo. Anche i vaccinati devono essere obbligati a portarla». E sulla necessità di indossare la mascherina anche all’aperto: «È un’altra misura importante che in questa fase può darci una grossa mano. Purtroppo siamo in un momento interlocutorio e delicato», spiega Fazii, «non sappiamo ancora il reale impatto della variante Omicron, ma i numeri sono già in crescita per colpa della Delta. Per questo motivo è sempre meglio tenere alta la guardia».
I FOCOLAI NELLE SCUOLE Il rialzo dei contagi è dovuto principalmente ad una ragione, secondo Fazii. «Alla grande diffusione del Covid nel mondo della scuola. Poi c’è anche il freddo che accelera la circolazione del virus. Se a questo aggiungiamo l’atteggiamento sconsiderato dei no vax, il rischio si alza ancora di più. Dobbiamo cominciare tutti a ragionare nella stessa direzione. Altrimenti non ne usciremo mai».
Nelle ultime 24 ore, in 170 sono usciti fuori dall’incubo Covid, risultando guariti.
Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi-guariti e dei deceduti) sono 7.074 (+62 rispetto a ieri), che comprendono anche 1.082 casi riguardanti pazienti sui quali sono in corso verifiche.
Dei nuovi positivi, 23 sono stati registrati in provincia dell’Aquila, 117 in provincia di Chieti, 67 nel Pescarese e 29 in provincia di Teramo. Per quanto riguarda l’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti, in Abruzzo siamo a 195 (la soglia limite per la zona gialla è 50) e i numeri più alti continuano ad essere quelli del Teramano: l'incidenza è a 223. Segue, con 197, il Pescarese (il capoluogo adriatico è a 208 casi ogni 100mila abitanti, dato più alto degli ultimi nove mesi). Poi ci sono il Chietino, con 185, e la provincia dell’Aquila con 168. Nonostante i numeri in peggioramento, la campagna vaccinale continua a fornire un grosso aiuto. L'ultima volta che l'incidenza del contagio era su valori simili a quelli di oggi, il dato sui ricoveri era - sia per le terapie intensive che per l'area non critica - tra le quattro e le cinque volte superiore rispetto a quello attuale.
La situazione nei reparti
Attualmente i pazienti ricoverati in ospedale, in area non critica, sono 128, 4 in meno rispetto a ieri. Aumentano però i ricoveri in intensiva: (+2 rispetto a ieri); mentre in 6.927 (+64 rispetto a ieri) si trovano in isolamento domiciliare. È in aumento anche il terzo parametro che determinerebbe il passaggio in zona gialla: la percentuale relativa ai ricoveri nell'area non critica, che non può superare il 15%, e ora si trova al 10%. «È vero che il virus circola molto», conclude Fazii, «ma sicuramente con meno ricoveri rispetto allo scorso anno e questo solo grazie alla vaccinazione. Bisogna sottolineare anche il buon comportamento dei cittadini che si sono vaccinati e che, in questa fase, continuano a non sottovalutare il virus».

