Terapie intensive vuote: non accadeva da un anno

26 Luglio 2021

Ma i nuovi contagiati sono 85, di cui 53 sotto i trent’anni e la metà nel Pescarese L’esperto Fazii: «In autunno si rischia un’altra ondata, ora serve responsabilità» 

Se da un lato in Abruzzo tornano a salire i contagi, con numeri paragonabili a quelli del mese di maggio, dall’altro per la prima volta dopo un anno esatto le terapie intensive si svuotano. Continuano però ad aumentare i ricoveri nei reparti di medicina Covid, anche se i parametri restano abbondantemente sotto la soglia della zona gialla. A preoccupare gli esperti, però, è la «circolazione latente» del virus e della variante Delta, soprattutto tra i giovani.
Secondo il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio dell’Asl di Pescara e membro del Comitato tecnico scientifico regionale, l’aumento dei contagi non fornisce un quadro reale della situazione a causa della presenza di numerosi asintomatici tra le fasce più giovani della popolazione. Per questo motivo l’unica possibilità per evitare una nuova ondata in autunno è la vaccinazione di massa, convincendo le persone indecise e adottando normative che spingano la popolazione a vaccinarsi.
ECCO I CASI. I nuovi positivi ieri sono stati 85, di cui 53 sotto ai 30 anni di età, con una prevalenza giornaliera nella provincia di Pescara dove si registra la metà dei positivi. Non venivano registrati così tanti casi in Abruzzo dal 22 maggio scorso. Sono risultate positive anche una bambina di un anno e un’anziana di 85. Nelle ultime 24 ore risulta guarita una sola persone, stando al bollettino fornito dalla Regione Abruzzo, mentre gli attualmente positivi sono 84 in più rispetto al giorno precedente. Il numero di tamponi molecolari analizzati ieri è sceso a quota 2.197, portando il totale dei test analizzati dall’inizio della pandemia a 1.246.239. Ieri i tamponi antigenici analizzati sono stati 3.962.
COSÌ NEI COMUNI. I centri con il maggior numero di contagi giornalieri sono Pescara con 18 nuovi casi, Montesilvano e Spoltore con 11.
Il rapporto tra test molecolari eseguiti e il numero dei positivi è salito nella giornata di ieri al 3.86%, tra i più alti delle ultime settimane.
PARLA L’ESPERTO. Secondo Fazii, la situazione attuale è caratterizzata da tre fattori. «In primo luogo», ha spiegato il direttore del laboratorio dell’Asl di Pescara, «l’infezione adesso è a carico dei soggetti giovani non vaccinati che non sviluppano patologie importanti». Per questo motivo salgono i casi e scendono i ricoveri. Il secondo fattore a determinare questa situazione, sempre secondo il virologo abruzzese, è la situazione stagionale. «Il caldo», ha spiegato, «fa circolare il virus senza sviluppare patologie, in modo da potersi diffondere in modo più capillare. Il terzo fattore che spiega la situazione di queste settimane è l’effetto della campagna vaccinale. «La maggior parte dei vaccinati», ha chiarito Fazii, «riguarda persone a rischio, quelle che senza vaccino finirebbero in ospedale».
POSSIBILE ALTRA ONDATA. «Il numero di casi è relativamente alto e continua a crescere», ha aggiunto Fazii, «soprattutto a causa dei festeggiamenti e dei giovani che tonano da località dove c’è movida e focolai. È vero che possiamo preoccuparci meno alla luce del numero dei vaccini che aumenta, ma c’è la certezza che il virus sta circolando molto a livello latente. Questa circolazione potrebbe creare in autunno una nuova ondata, quando arriverà il freddo che favorirà lo sviluppo di patologie. A meno che non si convinca la grande maggioranza della popolazione a vaccinarsi. Siamo ancora in tempo», ha concluso Fazii, «fino a metà settembre la situazione dovrebbe rimanere sotto controllo. Ma prima di allora bisogna convincere gli scettici e fare delle leggi specifiche per i no vax, perché la salute pubblica è più importante della pseudo libertà del singolo. Il Green pass potrebbe essere lo stratagemma che di fatto costringe tutti a vaccinarsi. D’altronde, ricordiamoci che per i bambini il vaccino è già obbligatorio».
I RICOVERI. Intanto, la situazione dei ricoveri continua a essere rassicurante. Per la prima volta dopo circa un anno non ci sono più ricoverati nelle terapie intensive. Non accadeva dal 21 luglio del 2020. Per quanto riguarda i decessi, in un mese i casi sono stati 2, uno il 15 luglio uno il 23. Un dato che, di pari passo con i ricoveri, continua a essere in netta controtendenza con il numero di contagi in costante risalita. Così come quello dei ricoveri in terapia intensiva, bloccati da settimane. Non ci sono nuovi ingressi da oltre un mese. L’ultimo ricovero risale al 24 giugno. Per il secondo giorno consecutivo invece sono aumentati i ricoveri in medicina Covid ieri un nuovo paziente mentre tre il giorno precedente. Ma il dato medio su base settimanale continua a essere stazionario e con l’1% dei posti occupati rispetto a quelli disponibili.