Terme Caramanico: impianto e spa all’asta per la quinta volta

E Blasioli (vice presidente del consiglio regionale) accusa: «Dopo quattro mesi, le acque non sono state assegnate»
CARAMANICO TERME. Da una parte c’è la Regione Abruzzo che detiene e custodisce le acque delle terme di Caramanico e non le ha ancora assegnate malgrado la messa a gara. Dall’altra proseguono le aste, ieri alle 12 la quinta, per l’aggiudicazione dei due lotti dello stabilimento termale di via Torre Alta. Quasi 6 milioni l’impianto, quasi 8 la spa. In mezzo ci sono le polemiche sollevate dal vice presidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli che tuona: «Ancora in standby, da febbraio, l’assegnazione in concessione delle acque. I ritardi di Regione e Areacom pregiudicheranno anche l’esito della quinta asta», di cui fino a ieri sera l'esito è rimasto top secret.
«Questa volta è cambiata la modalità», annota Blasioli, «si è passati a un’asta online asincrona, oltre a registrare un ulteriore ribasso dei prezzi, fissato questa volta in 5.687.876 euro per il lotto 1 (lo stabilimento termale), la cui perizia fissava il valore a circa 10 milioni di euro, e 7.958.349 euro per il lotto 2 (la spa), il cui valore periziato era pari a circa 14 milioni». E prosegue: «I numeri dimostrano come i beni siano acquistabili oggi ad un valore pari alla metà delle valutazioni iniziali dei periti, ma questa è una materia che non attiene alla politica. Ciò che colpisce, invece, è che dopo le entusiaste reazioni del centrodestra regionale durante la campagna elettorale, nel corso della quale hanno annunciato trionfanti l’assegnazione in concessione dell’utilizzo delle fonti termali, in realtà anche questa asta si sta tenendo, almeno stando alle notizie in nostro possesso e alle mancate risposte di Areacom, senza un formale aggiudicatario delle acque». E va nei dettagli, Blasioli, riassumendo l’iter procedurale della gara espletata dalla Regione: «Areacom, l’Agenzia regionale per la Committenza, che ha tenuto la gara per la concessione, dallo scorso febbraio sta effettuando la verifica dei requisiti (posizione fiscale, antimafia) della ditta che ha presentato l’offerta vincente, che ricordiamo è la Dre srl, una società che peraltro non vanta esperienze precedenti nella gestione di stabilimenti termali. A seguito dell’esito del lavoro della commissione di gara, annunciato lo scorso febbraio, abbiamo scritto una prima volta ad Areacom l’11 aprile per avere contezza dei documenti e del fatto che la gara fosse stata effettivamente aggiudicata. La risposta di Areacom, datata 15 aprile, specificava come la procedura non fosse conclusa poiché era ancora in corso il controllo dei requisiti, formalizzati dopo mia richiesta. Lo scorso 15 maggio i controlli non erano ancora terminati».
Quindi la richiesta di Blasioli: «Il centrodestra che a febbraio gioiva per l’assegnazione delle acque, dovrebbe ora spiegarci perché abbia permesso che anche la quinta asta si svolgesse senza l’assegnazione delle acque, in mancanza della quale, come ormai risaputo, è alquanto difficile ritrovare qualcuno disposto ad acquisire gli immobili. Continuiamo a pensare che riunire in un unico proprietario, cioè la Regione, la gestione delle acque e le strutture immobiliari, sia l’unica possibilità per una concreta e reale possibilità di vendita delle terme di Caramanico. La Regione a guida Marsilio non è di questo avviso, ma con questo abissale ritardo sta mortificando, ancora una volta, il comprensorio della Maiella».

