Terme di Caramanico, appello del sindaco

8 Aprile 2021

L’impianto rischia di non riaprire. De Acetis alla Regione: «Bene di pubblico interesse, da tutelare» 

CARAMANICO TERME. Le terme di Caramanico sono chiuse e, quest’estate, rischiano di non aprire. Di qui l’appello del sindaco Luigi De Acetis alla Regione.
La vicenda inizia a luglio 2018, con la messa in liquidazione della Società delle Terme. La società nel frattempo ha lavorato per la presentazione di un piano industriale per la richiesta di concordato preventivo al tribunale di Pescara, vicenda che tra un rinvio e l’altro si è conclusa a febbraio scorso con il rifiuto da parte dei giudici. La bocciatura del piano non ha quindi consentito all’amministrazione di Caramanico diretta dal sindaco De Acetis, «neanche di visionarlo e di poterlo valutare. Il tutto si inserisce», spiega il primo cittadino, «in un quadro anomalo, nel panorama termale italiano in cui a Caramanico la proprietà degli stabilimenti termali è totalmente in mano alla iniziativa privata sin dal 1949, con scarsi o nulli appigli per l’ente pubblico per intervenire nelle scelte programmatiche, nella gestione, nella proposizione di iniziative o nuovi investimenti. In questa situazione l’epidemia da coronavirus», rileva De Acetis, «ha aggravato la situazione di difficoltà».
Ma l’amministrazione comunale non poteva comunque rimanere inerte, e pur non potendo intervenire sulla vicenda privata, ha richiesto alla Regione la piena attuazione, ma anche la revisione, dell’intesa istituzionale del 2014 (stante, come riportato nelle clausole, l’impegno del Concessionario verso ogni forma di compartecipazione e condivisione ai progetti di sviluppo) nell’ottica di rendere lo sfruttamento della risorsa acqua sulfurea realmente compartecipata, tra ente pubblico e investitori privati, «al fine di creare un sistema virtuoso che avrebbe potuto rendere competitivo un settore in difficoltà ed evitare il verificarsi di situazioni come quella attuale in cui, per le difficoltà di una singola azienda, un intero paese ed un vasto territorio vengono messi in crisi».
«Confido, e già abbiamo avuto riscontro positivo dagli uffici regionali competenti», riprende il sindaco, «nella collaborazione della Regione, anche a livello politico, per la tutela di un bene di pubblico interesse, auspicando la continuità di attenzione sulla vicenda da parte di tutti gli assessorati regionali competenti (sanità, termalismo), del presidente Marco Marsilio, del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, che sin dall’inizio hanno manifestato la dovuta attenzione a una vicenda complessa che di certo non è esplosa all’improvviso e inaspettatamente, ma evidentemente deriva da pregresse ed annose circostanze».