Terme di Caramanico, indaga la procura

Aperto un fascicolo sulla struttura chiusa ormai dal 2020: polizia e finanza hanno acquisito documenti in Regione
CARAMANICO. La Procura di Pescara ha aperto un fascicolo sulle terme di Caramanico, chiuso dall’ottobre del 2020.
Massimo riserbo degli inquirenti, con polizia e guardia di finanza che nei mesi scorsi hanno acquisito documenti in Regione e nella sede di Areacom, la centrale unica di committenza regionale che pochi giorni fa ha concluso la procedura per lo sfruttamento delle acque termali “La salute” e Santa Croce Pisciarello. Ultimo atto di una gestione che non si era mai arrestata dal 1943, poi trasformata nel 2015 in concessione ventennale con scadenza nel 2026.
Le sorgenti, seconde in Europa per contenuto di idrogeno solforato, saranno sfruttate dalla Dre Srl, società diChieti con capitale sociale interamente detenuto da un’altra società, la Dromedian Srl, società teatina specializzata nei concorsi digitali nella pubblica amministrazione.
In parallelo, le aste da 16 milioni di euro, valutazione dimezzata rispetto alle perizie per i due lotti dello stabilimento termale e della spa.
A vuoto, tre giorni fa, anche la quinta seduta per la vendita all’incanto degli immobili, scissi dalla concessione delle acque termali.
Un epilogo già previsto prima del fallimento dall’ex sindaco di Caramanico Simone Angelucci: «Il soggetto che ha nelle disponibilità le acque termali oggi, non ha nelle disponibilità lo stabilimento termale, che è la struttura con cui si può esercitare lo sfruttamento delle acque a beneficio del pubblico. Senza la struttura non può esserci l’autorizzazione sanitaria senza la quale la concessione dovrebbe decadere», ha detto l’ex primo cittadino.

