Terre vestine, 18 borghi uniti per il turismo

17 Giugno 2020

A Città Sant’Angelo la prima tappa degli incontri per dare vita al distretto rurale già avviato nel 2009

CITTÀ SANT’ANGELO. Si chiama distretto rurale Terre Vestine ed è il progetto presentato ieri pomeriggio nella sala consiliare del Comune di Città Sant'Angelo che punta alla valorizzazione del territorio, dei prodotti tipici e allo sviluppo del turismo all'interno dei diciassette centri che ne fanno parte.
Quello di ieri è stato un nuovo battesimo dell'iniziativa, nata nel 2009 e che nel 2015 ha ricevuto anche il riconoscimento da parte della Regione Abruzzo, senza però mai riuscire a decollare.
Matteo Perazzetti, sindaco di Città Sant’Angelo, comune capofila dell'iniziativa, ha fatto da padrone di casa in questa prima riunione, che per volontà degli stessi aderenti sarà itinerante, muovendosi di volta in volta in uno dei centri toccati dall'iniziativa. Oltre a Città Sant'Angelo, del progetto fanno parte anche Arsita, Bisenti, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Civitella Casanova, Collecorvino, Elice, Farindola, Loreto Aprutino, Montebello di Bertona, Montefino, Moscufo, Penne, Pianella, Picciano e Villa Celiera, tutti dislocati tra il Pescarese e il Teramano, e molti dei quali presenti all'incontro attraverso i rispettivi sindaci, assessori o delegati.
A tutti gli assenti invece, come ha specificato Perazzetti, nei prossimi giorni verrà inviata una lettera per capire se ci sia o meno la volontà di farne parte. «Dobbiamo ragionare collettivamente, mettendo da parte gli individualismi per valorizzare l’intero territorio, ognuno con le proprie peculiarità», commenta a margine il sindaco angolano. «È un progetto che ho voluto riscoprire dopo diversi anni di inattività, andando a coinvolgere quelli che sono i protagonisti diretti». E ancora: «Ci siamo dati un cronoprogramma. Tra un mese ci rivedremo e ogni sindaco dovrà portare un elenco delle aziende e delle realtà del proprio territorio che ne vogliono fare parte. Di fatto si tratta di un terzo tentativo, in cui contiamo di coinvolgere un pull di professionisti ed esperti per far decollare definitivamente l'iniziativa».
Tra questi c’è il consulente tecnico Sergio Morales, che nel corso del pomeriggio ha illustrato i punti di forza del distretto rurale, aiutato anche dagli interventi di Arianna Spacco e Maria Rita Amato: «Con il progetto si vuole rafforzare l’economia agricola puntando sulla produzione e sulla commercializzazione, anche a livello internazionale, dei prodotti del territorio», ha spiegato avvalendosi dell'ausilio di alcune slide. Di fatto, bisognerà sfruttare i prodotti già esistenti, come possono essere il pecorino di Farindola piuttosto che gli arrosticini di Villa Celiera, passando per i frutti della terra e i vitigni locali, mettendoli insieme sotto un unico marchio, in modo da identificarli e valorizzarli.
Allo stesso tempo sarà importante la promozione del turismo, richiamando il pubblico anche attraverso i punti di forza presenti sul territorio, non solo enogastronomici ma anche paesaggistici. «È un progetto che va sfruttato per valorizzare le aree interne della nostra regione, in modo da stimolare la ripartenza dell'economia anche a seguito dell’ultimo periodo di emergenza», commenta il sindaco di Montefino Ernesto Piccari.
Dello stesso avviso il collega Domenico Vespa, primo cittadino di Villa Celiera: «Non poteva esserci momento migliore per mettere in moto il progetto distretto rurale. C'è bisogno di ripartire e di farlo alla grande. Il nostro territorio ha tante eccellenze da far conoscere. L’entusiasmo che vedo», conclude Vespa, «è di buon auspicio».
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