Terreni, respinta la mozione di Filippone

25 Marzo 2021

PIANELLA. Mentre è in corso l’iter per la variante al Piano Regolatore Generale, a Pianella si discute sugli effetti della legge regionale 29 del 13 ottobre 2020 che ha modificato le precedenti leggi...

PIANELLA. Mentre è in corso l’iter per la variante al Piano Regolatore Generale, a Pianella si discute sugli effetti della legge regionale 29 del 13 ottobre 2020 che ha modificato le precedenti leggi in materia urbanistica. Per il consigliere comunale Gianni Filippone (Pianella Vicina) «sono state facilitate le procedure» e introdotte «misure straordinarie di semplificazione. Ogni cittadino che possiede dei terreni in zone definite edificabili, in base alle previsioni del Piano regolatore generale vigente, ha la possibilità di chiedere al Comune di retrocedere i terreni edificabili di sua proprietà, in “Zona verde privato” o “Zona agricola”, evitando così di pagare l’Imu su terreni dove nessuno andrà mai a costruire». Filippone ha presentato una mozione, respinta nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale, per chiedere di predisporre «degli avvisi pubblici per informare tutta la cittadinanza in merito alla possibilità di richiedere la retrocessione delle aree edificabili stabilite dal Prg vigente» e per proporre «la gestione annuale delle richieste pervenute e l’istruttoria delle pratiche relative, evitando di esaminarle singolarmente».
Il sindaco Sandro Marinelli specifica che «al momento è tutto congelato, fino a quando non si conclude l’iter della variante generale. Sono arrivate circa 200 osservazioni, da esaminare. Ma anche quando sarà a regime, la procedura non sarà comunque automatica. È vero che è stato semplificato l’iter dalla Regione (sempre che la legge superi il vaglio del Governo), ma sarà sempre il Consiglio comunale a valutare. La pianificazione urbanistica resta, cioè, in capo al Comune». Filippone invita «i cittadini interessati, che desiderano avere informazioni, a rivolgersi ai propri tecnici di fiducia per fare la richiesta al Comune». «Ma così», replica Marinelli, «si rischia di intasare gli uffici».