Terrore a Londra Caccia ai complici

Sette morti, 48 feriti. «Ventuno sono in condizioni critiche» Un pulmino sui passanti, poi coltelli alla gola. Uccisi i 3 killer
LONDRA. Fattezze «mediorientali», ma di casa nella più turbolenta e degradata periferia del quadrante est della Grande Londra. E' il profilo di chi sabato sera è tornato a far calare la paura e scorrere il sangue nella capitale del Regno Unito, con un attacco che nel breve volgere di otto minuti ha preso di mira passanti e turisti fra London Bridge e i locali di Borough Market: simboli della bella vita londinese.
Il bilancio aggiornato dell'orrore - iniziato con un pulmino a noleggio lanciato a 80 km all'ora sui pedoni lungo il ponte di tutte le cartoline di Londra (all'imbocco del quale le autorità comunali avevano chiesto invano di mettere delle barriere), proseguito con accoltellamenti all'impazzata al grido «questo è per Allah», ripreso in un pub e in un ristorante di Borough Market e concluso con la morte di tutti e tre gli assalitori sotto il fuoco a raffica della polizia - è di almeno sette morti, oltre ai tre killer. I feriti sono una cinquantina, 21 dei quali in gravi condizioni. Fra le vittime anche un canadese, un francese e persone di nazionalità non ancora identificata, mentre non risultano al momento italiani coinvolti. Il resto è storie di eroi lanciatisi contro i coltelli a mani nude, o solo con un manganello come il primo agente intervenuto, e di gente sfortunata. Incluso un passante ferito per errore da uno dei proiettili degli agenti, fischiati a decine (almeno 50) nella sparatoria finale. Il movente è il terrorismo, Scotland Yard non ha avuto dubbi fin da subito. E sebbene non sembra ci siano legami diretti con l'analogo attacco compiuto il 22 marzo a Westminster da Khalid Masood, né tanto meno con l'attentato suicida di Manchester del 22 maggio, la pista resta quella dell'Islam jihadista, intrecciato con deliri di violenza, odio, di chissà quale frustrazione. Un nemico che la premier Tory, Theresa May - non senza sospetti di strumentalizzazioni elettorali, a pochi giorni dal voto - ha additato senza giri di parole. I leader del mondo intanto s'indignano e testimoniano solidarietà. La regina prega per le vittime nella messa domenicale. La stessa May visita i feriti. Mentre le indagini si concentrano, fra raid, perquisizioni e fermi, a Barking e a East Ham, popolosi sobborghi ai margini della swinging London. Di mira viene presa per prima l'abitazione di uno dei terroristi, descritto appunto dai tratti mediorientali: un uomo sposato con figli, non un ragazzo. I vicini, succede spesso, lo descrivono come un papà dai modi gentili. «L'ho visto giocare a ping pong con i bambini», si sorprende uno di loro. Ieri, a quanto pare, ha invece puntato persone a caso come birilli. E con i due complici ne ha sgozzate altre in un'orgia di sangue. I killer sono stati tutti identificati (uno di loro, racconta un residente di Barking, sarebbe stato cacciato dalla moschea locale), ma la polizia mantiene il riserbo sull'identità per non compromettere le indagini.
Anche alcuni fiancheggiatori del terzetto potrebbero avere le loro radici nella stessa area, come non ha escluso il numero 2 di Scotland Yard, Mark Rowley, confermando finora 12 arresti, 8 uomini e 4 donne. (A.L.)

