Test di massa, 7 punti di prelievo Masci: esami a 40mila pescaresi

19 Dicembre 2020

Gli screening su base volontaria partiranno dopo l’Epifania, ma la Asl vorrebbe anticipare al 2 gennaio Campagna informativa per coinvolgere anche i paesi della provincia. E martedì il vertice con i sindaci

PESCARA. La vecchia stazioncina di Porta Nuova, il centro Fiere di via Tirino, l'aula polifunzionale della primaria di San Silvestro, una tensostruttura in via Dalla Chiesa a Zanni, gli ambulatori dello Stadio, l'ex mercatino etnico della stazione, l'ex sede circoscrizionale dei Colli. Sono sette i punti di prelievo spalmati in tutti i quartieri della città e selezionati dal Comune per effettuare gli screening di massa, su base volontaria, che partiranno ufficialmente dopo l'Epifania, anche se la Asl sta premendo sull'acceleratore dei tempi burocratici per dare avvio ai test collettivi già dopo Capodanno, il 2 gennaio.
Ci sarebbe anche un'ottava alternativa presa in esame dal Comune, il Coc, il Centro operativo comunale aperto da novembre nel museo Colonna. In città saranno installate 70 postazioni, in ognuna delle quali saranno operativi un medico (forse due), un infermiere, e a macchia di leopardo, un amministrativo che si occuperà delle registrazioni dei cittadini. L'esame consisterà in un tampone rapido che fornirà l'esito della diagnosi in pochi minuti. Chi sarà trovato positivo, dovrà ripetere il test dopo una breve quarantena, con il tampone molecolare di conferma. Sono attesi almeno 40mila pescaresi, oltre alle migliaia di persone provenienti dai paesi dei comuni della Asl, secondo una primissima stima del sindaco Carlo Masci, a capo della macchina organizzativa insieme al direttore generale della Asl, Vincenzo Ciamponi. Le due autorità sanitarie, ieri mattina, a Palazzo di città, si sono interfacciate per mettere a punto i dettagli della maxi operazione che scatterà a gennaio, con alcuni giorni di anticipo rispetto all'arrivo dei vaccini anti Covid previsto per la metà del mese prossimo. «Abbiamo rinforzato la stretta collaborazione che nel corso dell’anno abbiamo già avuto con l’azienda sanitaria», ha detto Masci, «per questo screening, che ci colloca all’avanguardia su base nazionale, metteremo a disposizione i locali e la vigilanza nei punti dove i cittadini dovranno sottoporsi ai tamponi antigenici».
«Ogni postazione», anticipa Ciamponi, «potrà effettuare anche fino a 250 test in 8 ore, una previsione di 2500 persone screenate in 10 giorni». Ed è lo stesso Masci a spiegare che «non si tratterà di un test drive-in, cioè non saranno effettuati restando seduti in auto», ma in qualunque modalità saranno svolti, probabilmente seguendo il modello Teramo premiato dagli esperti, «i pescaresi, ne sono certo, anche in questo caso avranno un comportamento responsabile». Sono in via di definizione i dettagli con cui i test si svolgeranno, cioè se i cittadini si metteranno liberamente in fila o se dovranno effettuare prenotazioni. Queste e altre indicazioni emergeranno nel corso di riunioni successive dei vertici sanitari. Martedì prossimo, il manager Ciamponi parteciperà a un comitato ristretto dei sindaci di Montesilvano, Città Sant'Angelo, Popoli, Penne, Tocco da Casauria e altri, durante il quale si metteranno a punto le modalità di adesione allo screening.
«Ogni paese adotterà una sua organizzazione specifica», spiegano i vertici Asl, «difficile prevedere in quanti si presenteranno ai test, in provincia mi risultano 320mila residenti, ma è certo che metteremo in piedi una imponente campagna informativa sul territorio». Masci ha istituito una task force composta dagli assessori alla Protezione civile e al Patrimonio, Eugenio Seccia e Patrizia Martelli, incaricati di effettuare i sopralluoghi negli edifici che hanno passato una prima selezione, ma sono ancora da confermare. Seccia e Martelli, tra domani e lunedì saranno a Teramo per «verificare», spiegano gli amministratori, «il modello che la Asl ha seguito per effettuare lo screening. Cercheremo quindi di riproporre quell’esperienza a Pescara e possibilmente, migliorarla. Il personale della Protezione civile e i volontari delle associazioni si occuperanno del controllo e del coordinamento di tutti i punti di prelievo», dice Seccia. La Asl sta lavorando al reperimento del personale medico e infermieristico, almeno 150 unità, in collaborazione con i medici di famiglia, l'Ordine dei medici e delle professioni infermieristiche, guidati rispettivamente da Maria Assunta Ceccagnoli e Irene Rosini.