Test di massa al via lunedì: la risposta in pochi minuti

2 Gennaio 2021

E da oggi vaccinazioni anti-Covid all’ospedale per 6mila medici e infermieri

PESCARA. Partono ufficialmente oggi, dopo il Vax Day del 27 dicembre scorso, le vaccinazioni anti Covid per circa 6mila tra medici, infermieri, operatori socio sanitari della Asl di Pescara, medici di famiglia, pediatri, specialisti ambulatoriali e delle strutture private. Comincia stamani alle 11,30, con due postazioni allestite nell'aula magna dell'ospedale di via Fonte Romana, la distribuzione delle prime 60 dosi del vaccino Pzifer-Biontech, ripartizione delle 195 fiale (ognuna delle quali replica più dosi) giunte qualche giorno fa in città e smistate nei centri di stoccaggio individuati sul territorio. Intanto, slitta a lunedì 4 gennaio l' avvio dello screening di massa previsto inizialmente per la giornata odierna nelle postazioni individuate da ciascuno dei 46 comuni della Asl.
L'azienda sanitaria pescarese guidata da Vincenzo Ciamponi, prevede che entro un mese e mezzo possa concludersi il piano vaccinale riservato al personale sanitario più a rischio, ovvero quello operante nei reparti malattie infettive, nelle medicine e pneumologie Covid, nei pronto soccorso, complessivamente 2500 persone. Conclusa la prima fase, la campagna vaccinale anti coronavirus proseguirà per gli organici degli altri reparti ospedalieri e i medici di famiglia (circa 300). Successivamente si passerà ai distretti sanitari, case di cure accreditate e alle strutture per anziani dove saranno sottoposti a vaccinazione anche gli ospiti, per altre 2500 unità. Infine, nei prossimi mesi, toccherà alla popolazione, in generale. Per portare avanti l'imponente operazione di vaccinazione allo scopo di combattere la pandemia, la Asl sta predisponendo la ricerca dei vaccinatori tra il personale già in servizio negli ospedali. Saranno reclutati anche gli amministrativi che avranno il compito di registrare ogni singolo operatore che si sottoporrà a vaccinazione. I dati confluiranno in un cervellone informatico che custodirà le informazioni che andranno a comporre una sorta di anagrafe dei vaccinati. Alla somministrazione si accedeva fino al 31 dicembre attraverso la registrazione sulle piattaforme regionali.
Dal 4 gennaio, informa la Asl, sarà attivata una nuova piattaforma nazionale, composta da associazioni di imprese compresa Poste Italiane, che non solo ingloberà i dati di coloro che si vaccineranno, ma dal 15 gennaio sarà aperta alle prenotazioni di coloro che vorranno accedere alla somministrazione. Fermo restando che sarà rispettato l'ordine di inoculazione partendo dalle categorie più a rischio. L'obiettivo dei vertici aziendali è arrivare a fare almeno 300 vaccinazioni al giorno utilizzando circa 2000 dosi a settimana, non ancora disponibili, ma che arriveranno di volta in volta.
Il «2021», è il commento del manager Ciamponi, «si apre, dunque, con l'entrata nel vivo della più grande campagna vaccinale di massa degli ultimi decenni, che ci auguriamo possa farci presto uscire dall’incubo Covid. E' doveroso ribadire, peraltro, ancora una volta che l'avvio delle vaccinazioni non deve farci abbassare la guardia: non possiamo infatti allentare in alcun modo le precauzioni volte a limitare i contagi, che al momento rappresentano ancora il mezzo più efficace per tutelare la nostra salute e quella dei nostri cari». Anche l'organizzazione dello screening di massa che coinvolgerà i 46 Comuni che fanno capo alla Asl sta richiedendo uno sforzo organizzativo importante e per evitare la sovraesposizione delle operazioni, la Asl, di concerto con Regione e Comuni, fa slittare la data di avvio di qualche giorno, lunedì anziché oggi come previsto in precedenza. I test saranno eseguiti con i tamponi antigenici nasofaringei che daranno risposte in pochi minuti. Ciamponi spiega perché è importante sottoporsi allo screening: «E' un modo per interrompere la catena dei contagi. Il test di massa è un’ottima occasione per tutti i cittadini di controllare il proprio stato di salute e, al contempo, dimostrare grande senso civico, aiutando le istituzioni nella lotta al coronavirus. Si tratta di un’azione volontaria, ma invitiamo caldamente le persone ad aderire a questa importante iniziativa». Il test è gratuito per i cittadini che dovranno mettersi in coda alle postazioni prescelte dai Comuni (tutte le indicazioni sui luoghi e le date saranno pubblicate sui portali delle amministrazioni) portando con sé la tessera sanitaria e un documento di identità valido. Entro tre ore dal test, in caso di risultato positivo, le persone riceveranno una chiamata da un operatore sanitario al numero di telefono indicato sul modulo di consenso. Se entro tre ore non si riceve nessuna chiamata, vuol dire che il tampone ha avuto esito negativo.