Test gratis in farmacia, mancano gli spazi

Studenti, ancora non si parte. Zenobii (Federfarma): va garantita la sicurezza con locali separati
PESCARA. Test antigenici in farmacia gratis per gli studenti di ogni ordine e grado. La Regione ha dato il via libera, la richiesta dell’utenza è pressante ma non tutte le farmacie pescaresi sono pronte ad avviare gli screening, previa prenotazione: prima dovranno adeguare le attività con ingressi o locali separati rispetto al banco vendita. Alcuni opteranno per la chiusura al pubblico della farmacia per effettuare i tamponi. Oltre al fatto che in tanti sono in attesa delle autorizzazioni del Comune all’uso di spazi per il posizionamento di gazebo all’esterno. L’unico caso fuori dal coro è una farmacia di Montesilvano che sta facendo il pieno di prenotazioni. Per le altre, i motivi dei ritardi sono legati alla sicurezza.
Spiega, Fabrizio Zenobii, presidente di Federfarma, federazione che conta 34 farmacie a Pescara e complessivamente 79 in provincia: «Siamo pronti a partire con i test antigenici, che per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado sono gratuiti mentre sono a pagamento, tra i 20 e i 25 euro, per il resto dell’utenza adulta. Ma il problema è la sicurezza perché per fare i tamponi, che possono essere antigenici, nasali, orofaringei o salivari, occorre togliersi la mascherina». Quindi «alcuni colleghi sono partiti perché hanno gli spazi idonei, cioè ambienti separati dalla vendita. Gli altri sono in procinto di adeguare i locali o in attesa delle autorizzazioni degli spazi per posizionare i gazebo all’ esterno. Il Comune di Pescara sta rapidamente lavorando all’iter e presto avremo le autorizzazioni necessarie per l’occupazione del suolo pubblico. E mi piacerebbe che anche altri comuni fossero altrettanto rapidi» per arrivare a scovare i contagi in tempo reale. »Altri colleghi, invece», prosegue Zenobii, «faranno i test negli orari di chiusura al pubblico».
Per quanto riguarda le vaccinazioni, i farmacisti si sono preparati durante questi mesi: «Abbiamo fatto i corsi di formazione con il supporto dell'istituto Superiore di sanità e corsi pratici per l’inoculazione». Il rischio calcolato «è la giusta anamnesi del paziente ed eventuali reazioni avverse» che potrebbero registrarsi in farmacia durante le somministrazioni. Ma Zenobii rassicura: «Non c’è una letteratura sugli choc anafilattici, i soggetti allergici si vaccinano in ambienti protetti. L’unica arma di difesa contro il contagio è il vaccino, confidiamo anche nell’operato del commissario Figliuolo». (c.co.)

