Titolare di un B&B non riesce a pagare la bolletta da 13 mesi

16 Ottobre 2014

Difficoltà telematiche allo sportello dell’Aca e incapacità a riscuotere le fatture attraverso i terminali bancari

MONTESILVANO. «Da cittadini onesti pretendiamo delle scuse da parte dell’Aca, che non ha alcun diritto di offendere gli utenti penalizzati dalla grande confusione che regna nei suoi stessi uffici». È questo lo sfogo di una residente e operatrice turistica di Montesilvano, Paola Pallara, che interviene in merito all’annuncio, da parte dell’azienda comprensoriale acquedottistica, dell’avvio delle procedure per ridurre l’erogazione dell’acqua nei confronti degli utenti morosi per un ammontare complessivo di 5 milioni e 400 mila euro.

«Mi chiedo come faccia l’Aca a fare delle affermazioni così ingiuriose e a lanciare delle minacce nei confronti dei cittadini» sottolinea Pallara, che è titolare di un B&b in via Monte Fumaiolo, a Montesilvano Colle, «se poi non è in grado di emettere neanche delle fatture dietro sollecitazione. Da 13 mesi, infatti, mio padre Carlo, intestatario del contratto relativo alla struttura ricettiva di 4 piani e 30 posti letto, non riceve alcuna fattura da parte dell’Aca, come dimostrano i documenti della banca, essendo i pagamenti effettuati tramite Rid».

Secondo quanto riferisce Pallara, dunque, da oltre un anno l’Aca, pur essendo autorizzata a prelevare l’importo direttamente dal conto in banca dell’utente, non procede al pagamento di alcuna bolletta. «Preoccupato per il ritardo e al fine di scongiurare una fattura troppo alta», prosegue Paola Pallara, «mio padre, nonostante i suoi 90 anni, si è recato diverse volte, a partire da gennaio, negli uffici dell’Aca per sollecitare l’emissione della fattura. Il risultato, però, è stato un nulla di fatto fino a oggi».

All’origine del ritardo, secondo quanto riferito dai dipendenti degli uffici montesilvanesi a Carlo Pallara, alcuni problemi legati alla riorganizzazione del sistema telematico che non hanno consentito all’utente neppure di conoscere l’importo dovuto, così da provvedere direttamente al saldo della fattura. Ed è per questa ragione che, appresa la notizia del giro di vite contro i morosi, padre e figlia sono letteralmente saltati dalla sedia nel timore di dover fare i conti con la sospensione del servizio o altre eventuali sanzioni.

«Sarebbe il colmo, dopo aver cercato di pagare in ogni modo, ritrovarsi con i rubinetti di una struttura ricettiva a secco. Per questo», prosegue Pallara, «chiediamo all’Aca non solo di scusarsi con gli utenti ma anche di spiegare cosa stia accadendo nei loro uffici». A lanciare un appello per sollecitare i cittadini a regolarizzare le proprie posizioni con l’azienda che si occupa del servizio idrico integrato era stato l’assessore Paolo Cilli dopo aver ricevuto a sua volta una comunicazione dell’Aca che annunciava il distacco dei contatori per i morosi nell’arco di 15 giorni.

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