Tocco: «Caro Giuliano, nessuno ha richiesto le tue dimissioni»

PESCARA. «In nessun appuntamento elettorale e, in particolare, nelle ultime elezioni provinciali, il Partito democratico si è sottratto al confronto con le altre forze politiche del centrosinistra e...
PESCARA. «In nessun appuntamento elettorale e, in particolare, nelle ultime elezioni provinciali, il Partito democratico si è sottratto al confronto con le altre forze politiche del centrosinistra e mai sono stati posti veti sul nome dei candidati, né tantomeno sono state chieste le dimissioni di qualcuno». Il segretario provinciale del Pd Enisio Tocco replica così all’assessore dimissionario del Comune Giuliano Diodati, che in un’intervista rilasciata sabato scorso aveva rivelato di aver ricevuto l’invito dal sindaco Marco Alessandrini a presentare in busta chiusa le sue dimissioni per ciò che è accaduto alle scorse elezioni provinciali, in cui il consigliere regionale Donato Di Matteo ha fatto perdere il centrosinistra presentando un proprio candidato. Diodati, considerato braccio destro di Di Matteo, ne avrebbe pagato le spese dovendosi dimettere.
«È inaccettabile», ha detto Tocco, «continuare a fomentare la carboneria della dissidenza, a tutto vantaggio delle destre che si stanno affermando, con mia grande preoccupazione, nel panorama nazionale e internazionale». «Stiamo lavorando per costruire un progetto che metta insieme le migliori forze progressiste e liberali e le migliori esperienze del mondo civico», ha affermato, «ma con fermezza diciamo basta alla politica dei veti incrociati, dei personalismi, delle menzogne e del trasformismo. Ho già ribadito che non intendo sottrarmi alle mie responsabilità per la scelta del candidato Luciano Di Lorito alla presidenza della Provincia, un amministratore dall’indubbio profilo di competenza ed esperienza, che è stato scelto all’interno dei nostri organi di partito in maniera partecipata e condivisa». «Non c’è stata alcuna ingerenza per i risvolti di questo voto nel Comune di Pescara, ho sempre lasciato ampia libertà di mandato al primo cittadino nel rapportarsi alle forze di coalizione che l’hanno sostenuto», ha concluso, «diversamente dall’atteggiamento di qualcuno che continua a investire le proprie energie nel creare entropia a tutti i livelli, locale, provinciale e regionale, sia dentro il partito nel quale si è candidato, è stato eletto e con il quale ha governato, e sia con la coalizione che ha sostenuto e che oggi all’ultimo rinnega».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

