Tocco: inaccettabile ostruzionismo del M5s

Nuovo ingresso del liceo. Il consigliere rigetta le accuse dei pentastellati dopo la bagarre in Consiglio
MONTESILVANO. «Inaccettabile è l’ostruzionismo dei Cinque stelle in Consiglio comunale. Altro che scorrettezze dell’amministrazione». Non ci sta l’amministrazione del sindaco Francesco Maragno, ad accollarsi il ruolo di Comnune irresponsabile e sprecone.
Si parla qui della tensione, emersa nel corso dell’ultima riunione dell’assemblea civica, quando si è discusso del progetto di un nuovo ingresso per il liceo scientifico D’Ascanio. A difendere le scelte della maggioranza è il consiglioere Adriano Tocco, che interviene in merito all’approvazione dell’acquisto di un terreno, tra via Chiarini e via Ciro Menotti, per realizzare il secondo ingresso della scuola.
«È davvero surreale» commenta Tocco, è che i rappresentanti in Consiglio Comunale del Movimento 5 Stelle, il partito che si erge a paladino della lotta agli sprechi di denaro pubblico, aggrappandosi a un cavillo burocratico, hanno di fatto imposto la riconvocazione di una nuova assemblea civica, appena 24 ore dopo la seduta del 27 dicembre, con conseguenti costi che andranno a carico della collettività».
«Il dirigente del settore Urbanistica, Valeriano Mergiotti», prosegue Tocco, «che ha fatto un accurato lavoro di studio di tutte le aree adiacenti al liceo D’Ascanio, per individuare la soluzione migliore in vista della realizzazione di un nuovo ingresso ingresso di sicurezza per la scuola, ha ampiamente spiegato in sede di commissione e poi durante la seduta del Consiglio comunale del 27 dicembre, l’importanza dell’approvazione del provvedimento entro la fine dell’anno. in modo da poter i acquisire il terreno evitando la lunga e farraginosa procedura dell’esproprio, dando così una risposta a tutti gli utenti del liceo in tempi rapidi. Eppure, i “bastian contrari” pentastellati hanno obbligato alla riconvocazione del Consiglio al giorno successivo, e hanno bocciato la proposta, nonostante gli evidenti risvolti positivi per la collettività, mettendo in atto una politica dell’ostruzionismo assolutamente inaccettabile e controproducente per lo sviluppo del territorio e per la tutela degli interessi della comunità».
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