Topi, siringhe e soprusi Via Rimini come il Bronx

Fuori dalle case Ater i bimbi giocano tra galline e cumuli di materiali di ogni tipo I cittadini denunciano l’indifferenza degli enti e la convivenza con gli incivili
MONTESILVANO. Discariche abusive, fogne a cielo aperto, bambini che giocano tra rifiuti pericolosi e l’esasperazione dei cittadini perbene, costretti a subire i soprusi di un gruppo di residenti incivili. A questo si aggiunge poi la frustrazione di sentirsi abbandonati dalle amministrazioni e dalle forze dell’ordine.
Accade nelle palazzine dell’Ater di via Rimini dove degrado e delinquenza sono all’ordine del giorno e dove i residenti sono rassegnati a vivere tra topi, siringhe, auto distrutte e cataste di rifiuti, dal momento che gli appelli restano puntualmente inascoltati.
Basta imboccare la piccola traversa di via Chiarini, a poche centinaia di metri dal centro cittadino e dalle strade più trafficate, per finire dritti nel Bronx. Il complesso di palazzine rosa e gli ampi piazzali che li circondano appaiono una vera e propria terra di nessuno, dove le regole del vivere civile sono solo un lontano ricordo. A compiere un sopralluogo nella zona sono stati ieri mattina i consiglieri comunali Anthony Aliano, Manola Musa e Lorenzo Silli, accompagnati da alcuni esponenti di movimenti e associazioni cittadine. Sul posto anche una pattuglia dei carabinieri di Montesilvano e, seppure con oltre un’ora di ritardo rispetto alla chiamata per mancanza di disponibilità immediata, una squadra della polizia locale.
Ma qual è la situazione di via Rimini? A colpire immediatamente sono i cumuli di materiali accatastati in diversi angoli: pneumatici, ferraglie, calcinacci, mobili e addirittura un grande contenitore di plastica pieno di batterie di auto, custodito all’interno dell’area nata per lo sgambettamento dei cani, ma ben presto diventata il cortile privato di pochi “eletti”.
Facendo il giro delle strade che circondano i palazzi, saltano subito all’occhio un’automobile distrutta e piena di rifiuti, diversi motorini smontati o un’area barbecue, ricavata nell’atrio di un palazzo, dove dei vecchi sedili di un’automobile sono stati trasformati in un singolare salottino. L’atmosfera è resa ancora più surreale da diverse galline che vagano indisturbate nei piazzali e dai bambini che giocano tra i rifiuti, usandoli addirittura per delimitare le porte dei campi di calcio. Guardando più da vicino i dettagli, via Rimini fa emergere tutto il suo dramma: pali della luce con i fili scoperti, escrementi che escono dai tombini, decine di siringhe abbandonate nell’erba incolta e topi, una piaga per i residenti.
A tutto ciò si aggiunge anche la paura dei tanti residenti perbene costretti a sottostare alle “regole” e ai soprusi di pochi. «A noi delle case popolari non ci sente nessuno», commenta qualche residente parlando del degrado ma badando bene di non dare nell’occhio. «È meglio stare zitti, così evitiamo guai. Dopotutto voi venite, guardate, fate foto e poi andate via, mentre noi restiamo qui con i nostri problemi».
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