Torna il concorso regionale “Poesia in cammino”

22 Settembre 2014

Entro il 30 settembre opere all’Accademia d’Abruzzo, dal 22 ottobre il voto con il tagliando del Centro

Torna “Poesia in cammino”, il concorso poetico regionale organizzato dalla Fondazione Accademia d'Abruzzo, attiva da oltre 25 anni nel campo delle arti, delle lettere e delle scienze. Nel maggio 2011 alla Fondazione è stata riconosciuta la personalità giuridica e nell'ottobre 2011 è stata accreditata presso le Nazioni Unite quale partner italiano per le attività scientifico-culturali.

Fino al 30 settembre prossimo chi volesse partecipare a “Poesia in cammino” può inviare il proprio elaborato alla fondazione (bando e indirizzi su www.accademiadabruzzo.it); dal 1° al 15 ottobre la commissione tecnica incaricata selezionerà le sei poesie finaliste; in seguito dal 22 ottobre al 30 novembre sarà possibile partecipare alla votazione delle sei poesie finaliste attraverso il quotidiano "il Centro". In seguito, i lettori del Centro potranno ritagliare ed inviare il coupon in originale alla Fondazione Accademia d'Abruzzo, oppure alla Biblioteca provinciale di Pescara o ancora negli uffici di corso Umberto di Pescarabruzzo.

Nelle precedenti edizioni, il concorso "Poesia in cammino" ha avuto un ampio successo di pubblico, in quanto sono pervenuti alla Fondazione più di duemila tagliandi. Il concorso regionale anche quest'anno si svolgerà sotto l'egida delle Nazioni Unite e per l'occasione sarà dedicato al centenario della nascita dell’economista pescarese Federico Caffè. Tale tematica considera l'arte poetica e la cultura quali contributi irrinunciabili per la salvaguardia della memoria, dell'intimità intellettuale ed affettiva che lega molti abruzzesi, e non, al noto economista misteriosamente scomparso la notte tra il 14 ed il 15 aprile 1987.

Una tematica su cui riflettere con il presidente della Fondazione Accademia d'Abruzzo Edgardo Bucciarelli, fellow presso le Università statali di Salamanca (Spagna) e Nuova Delhi (India), ricercatore docente di microeconomia sperimentale ed analisi del pensiero economico presso l'Università di Chieti-Pescara. «Federico Caffè, è considerato unanimemente tra i più sensibili interpreti del pensiero economico keynesiano in Italia, perseguiva un nuovo umanesimo economico, insegnando lo studio dell'Economia e l'applicazione dei suoi principi non come una mera ricerca di equilibri contabili, ma come impegno e responsabilità nei confronti della condizione umana e delle proprie criticità», spiega Bucciarelli. «C'è un punto, inoltre, che spinge a riflettere seriamente sul nesso tra Caffè e la poesia: quando egli afferma che "L'intellettuale non può e non deve avere certezze, la sua funzione è un'altra, è quella di seminare dubbi, di sollevare domande, di stimolare l'immaginazione". Penso che queste parole rappresentino un grandissimo stimolo per tutti coloro che ambiscono seriamente, in un modo o in un altro, ad interpretare i comportamenti ed i fenomeni economico-sociali».

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