Torna la saga di Sant’Antonio e del diavolo

14 Gennaio 2018

Università popolare: serata con I Maccabbarri su uno dei culti più antichi della tradizione locale

MONTESILVANO. Sant'Antonio Abate è una figura molto particolare nella tradizione religiosa abruzzese. Il santo, fino a qualche decennio fa, era adorato in tutto l'Abruzzo rurale che lo festeggiava con fuochi, rappresentazioni, canti, processioni, piatti rituali e benedizione degli animali.
Le feste dedicate al santo erano ricche di simboli legati alla sua vita da eremita, alle sue vittorie sulle potenze demoniache, al suo dominio sul fuoco e alla sua protezione sugli animali. Il culto di Sant’Antonio è stato al centro di un intervento del presidente dell'università popolare della Terza età, Giuseppe Tini, nel corso dell’incontro che si è tenuto venerdì scorso nella sala polifunzionale di Palazzo Baldoni. All'appuntamento, dedicato alla festività di Sant'Antonio Abate, hanno partecipato don Paolo Curioni, padre spirituale dell'università, e il gruppo dei Maccabbarri.
«Nelle contrade di Montesilvano Colle» ha ricordato Tini, «è ancora vivo nella memoria dei meno giovani, il ricordo dei “portatori di San'Antonio”: una rappresentazione tra sacro e profano sulla vita e le tentazioni del santo da parte di fra' diavolo. La raffigurazione era strutturata attraverso dialoghi in dialetto e composta da giovani cantori detti li Sandandunijre. A riprova della venerazione del santo nella nostra regione fin dall'antichità, nella chiesa della Madonna della Neve, a Montesilvano Colle, è conservato un affresco del 1300 che lo raffigura».
Don Paolo Curioni si è poi soffermato sull'aspetto sacro di questa festività e su come il santo sia stato declassato nella tradizione popolare abruzzese a semplice protettore degli animali.
«Un errore» ha affermato don Paolo «dovuto alla figura del maiale rappresentato molto spesso ai piedi di San'Antonio. In realtà, l'animale nella iconografia sacra è il diavolo».
L'aspetto profano della festa è stato affidato al gruppo folkloristico I Maccabbarri (termine dialettale per indicare un insetto della quercia che emana un particolare profumo) che ha eseguito canti e balli tipici della tradizione abruzzese legata alla figura di San'Antonio Abate.
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