Torna la truffa dello specchietto La vittima: ecco come hanno fatto

2 Agosto 2019

Fingono l’incidente e chiedono subito il rimborso dei danni. La denuncia di un automobilista di 85 anni «L’ho capito tardi. Il tipo che mi ha affiancato voleva 200 euro, gliene ho dati 40. È un giovane robusto»

PESCARA. Non ha capito subito di avere di fronte un truffatore. Non si è reso conto di essere una vittima della famigerata “truffa dello specchietto”. E ha consegnato 40 euro a un impostore che lo ha accusato di avergli danneggiato la macchina. Poi, però, ha reagito e lo ha messo in fuga, costringendolo ad allontanarsi in fretta e furia, minacciando di chiamare i carabinieri.
È un uomo di 85 anni l’ennesima vittima di una truffa ormai collaudata che anche in questa zona è stata attuata più volte con successo. Ed è proprio il pensionato a raccontare l’episodio di cui è stato protagonista, nella speranza che altre persone non cadano nello stesso tranello e abbiano la prontezza di reagire immediatamente, evitando di pagare.
La sua disavventura risale al 29 luglio. Sono da poco passate le 9 quando l’85enne transita in via del Circuito. «A un certo punto», racconta, «un’auto bianca mi supera a destra e si ferma davanti alla mia, tagliandomi la strada. Mentre mi affianca sento un colpo netto, forte, anche se sono sicuro di non aver toccato l’altra auto. Il conducente scende dal mezzo e comincia ad accusarmi di avergli rotto lo specchietto, che ha appena sistemato». In effetti il pensionato nota che lo specchietto retrovisore dell’altro mezzo è rotto e la fiancata della sua auto è strisciata, con un segno nero, e un segno è comparso anche sul suo specchietto retrovisore, lato passeggero.
Immediato il tentativo di riscossione del giovane sconosciuto, robusto, con i capelli ricci e la carnagione olivastra, vestito bene, che parla con tono accusatorio. «A quel punto mi chiede 200 euro, visto che la moglie (una ragazza rimasta in macchina, con i cappelli rossicci) è incinta». Ma la vittima non ci sta, gli consegna «40 euro», gli unici soldi che ha con sé in quel momento. E l’altro rilancia, gli suggerisce di usare il bancomat, per ritirare altri contanti. Lì l’incantesimo si rompe. «Se in un primo momento ho avuto il dubbio di aver avuto un incidente, poi ho capito che mi stava derubando e che dovevo liberarmene. Ma quando mi ha chiesto altri soldi e mi ha suggerito di chiamare mio figlio, a casa, per recuperare contanti, mi è apparso tutto chiaro e l’ho minacciato di chiamare subito i carabinieri». A quel punto il truffatore capisce che la sua vittima fa sul serio, si infila velocemente in macchina e sparisce dalla circolazione.
«Voglio che tutti sappiano cosa è accaduto», dice il pensionato dopo aver presentato denuncia. Sa bene che è già successo mille volte, e un altro episodio si è verificato lo stesso giorno a Francavilla, sempre con un’auto bianca. «Ciò che voglio dire a tutti è di non pagare. Non credo che recupererò i soldi, ma spero che i carabinieri li arrestino».