Tortuga abbandonato da 2 anni «Il Comune non può fare niente»

10 Marzo 2023

In commissione Garanzia il caso dello stabilimento nel degrado tra vetrate a pezzi e arredi carbonizzati Il consigliere Saccone: «Situazione complessa, ci appelliamo al sindaco affinché solleciti il curatore»

MONTESILVANO. Il caso del Tortuga approda sui banchi della commissione comunale di garanzia. Lo stabilimento balneare al confine tra Montesilvano e Pescara, andato in fumo ad aprile del 2021, è stato al centro di una seduta convocata dal presidente dem Antonio Saccone per fare chiarezza sia sulla messa in sicurezza della struttura che sul futuro della concessione. Dopo il nuovo incendio che qualche giorno fa ha visto nuovamente i vigili del fuoco dover intervenire per spegnere un rogo partito da alcuni rifiuti abbandonati sulla terrazza del Tortuga, la minoranza ha convocato l’assessore al demanio, Deborah Comardi, per avere informazioni in merito. A partecipare alla seduta, ieri mattina, anche il dirigente del settore, Marco Scorrano che, come riferisce il presidente Saccone, ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla gestione e alle eventuali responsabilità in merito allo stato di abbandono della struttura.
La premessa, ribadita anche dal sindaco Ottavio De Martinis, è che il Comune di Montesilvano non ha alcuna competenza, né voce in capitolo sulle condizioni dello stabilimento che, dopo il rogo di due anni fa, è stato lasciato all’abbandono e attualmente versa in una situazione che potrebbe rappresentare un pericolo soprattutto per i bambini. Dalle vetrate in frantumi alla piscina vuota alla quale si può accedere senza alcuna difficoltà, passando per quel che resta dell’ex ristorante, dove sono ancora ben visibili dalla spiaggia i danni provocati dalle fiamme. «La situazione del Tortuga è complessa», evidenzia Saccone, «innanzitutto perché ci sono di mezzo inchieste, anche precedenti all’incendio, che vedono la struttura affidata a un curatore dal tribunale. C’è poi un gestore al quale, poco prima del rogo, era stata assegnata la gestione dello stabilimento. A questo si aggiunge, come ci ha spiegato il dirigente Scorrano, che il tratto su cui sorge lo stabilimento è di competenza della Capitaneria di porto, per cui l’unica cosa che, come Comune, si può fare è quella di sollecitare chi di dovere a mettere almeno in sicurezza la struttura. Noi ci auguriamo», aggiunge il consigliere di minoranza, «che il sindaco possa farsi portavoce anche con il curatore e con il gestore della necessità di rilancio dello stabilimento che, in quelle condizioni, non solo rappresenta un pericolo per chi frequenta la spiaggia, ma è anche una fonte di degrado per il quartiere e un pessimo cartello di ingresso per la nostra città a vocazione turistica».
Per due estati di seguito, i residenti e i villeggianti di Santa Filomena hanno dovuto fare i conti con uno stabilimento balneare in meno, con una spiaggia prima di servizi di salvataggio e quindi non fruibile, ma soprattutto con una struttura fatiscente, pericolosa e presa d’assalto anche dai vandali.