Toyo Ito, nuovo Calice senza pace: c’è l’ok ma la ditta non comincia

Il Comune ha rilasciato il permesso a realizzarlo con le opere di urbanizzazione sul lungomare sud. Ma ora i tempi dipendono dal privato che da luglio non ha inviato alcuna comunicazione agli uffici
PESCARA. Da due mesi gli uffici del Comune hanno rilasciato il permesso di costruire, ma resta – ancora – il nodo dei tempi. Il progetto c’è, anche quello, ma il famigerato calice bis dell’archistar giapponese Toyo Ito resta in balia del cronoprogramma del privato. Dell’annuncio dell’apertura del cantiere per l’opera, al momento, ancora nulla. E così sarebbe un ulteriore ritardo nell’attuazione di un progetto che ha alle spalle una lunga storia, iniziata dopo le varie controversie tra Comune di Pescara e la ditta Clax Italia di Pomezia (ora diventata Futura srl) e arrivata poi a un accordo bonario.
Una vicenda che ha sollevato anche il tema di un possibile danno erariale per l’ente. L’accordo transattivo, firmato nel dicembre 2021, prevedeva infatti una nuova opera di Toyo Ito per Pescara: l’architetto giapponese avrebbe donato il progetto al Comune e la ditta si sarebbe impegnata a realizzarlo gratuitamente. Da allora, però, l’iter si è allungato ben oltre i tempi inizialmente immaginati. Negli anni a sollevare il nodo delle tempistiche a più riprese, fuori e dentro l’aula consiliare, è stato anche il consigliere comunale Domenico Pettinari, che ha messo in luce i ritardi nell’attuazione dell’opera.
Ciò che è certo è la nuova location in cui verrà posizionato il calice bis: la riviera sud si prepara ad accogliere il grande intervento destinato a ridisegnare una porzione del fronte mare di Porta Nuova. Nell’area adiacente all’Istituto Paolo VI è prevista la nascita di una struttura alberghiera a quattro stelle superior, accompagnata dalla realizzazione di uno spazio pubblico completamente rinnovato. È questo il progetto dell’imprenditore della pasta Filippo Antonio De Cecco per il lungomare sud, all’altezza dell’incrocio con via Vespucci, su un’area di quasi 11mila metri quadrati. A caratterizzare la futura piazza sarà proprio l’installazione dell’opera di Toyo Ito, che tornerà così idealmente a Pescara a distanza di anni dall’esperienza del “calice” di piazza Salotto, imploso nel febbraio 2009. Questa volta l’installazione avrà caratteristiche differenti rispetto a quella che aveva trovato posto nel cuore della città. «Sarà un'altra grande conquista per la città, un grande parco quasi sulla spiaggia», dice il sindaco Carlo Masci, «ma il calice non sarà quello che abbiamo visto in piazza Salotto, ma un'altra opera rivisitata e sempre con l'immagine del calice».
L’idea progettuale prevede una reinterpretazione stilizzata e ripetuta del calice, realizzata ricorrendo a tecniche più evolute per la fusione e l’assemblaggio dell’acrilico, con l’obiettivo di garantire prestazioni superiori sotto il profilo della resistenza termica e strutturale. La vera incognita, però, riguarda i tempi. Al momento, infatti, non è possibile indicare una data certa né per la realizzazione della struttura alberghiera né, di conseguenza, per la sistemazione della piazza e l’installazione dell’opera di Toyo Ito. Il passaggio decisivo è arrivato lo scorso luglio, con il rilascio del permesso di costruire relativo alle opere di urbanizzazione previste dal Piano urbanistico esecutivo. Da quel momento decorrono i termini stabiliti dal titolo edilizio per l’avvio e l’ultimazione dei lavori, secondo quanto previsto dalla normativa, con la possibilità di proroghe nei casi consentiti. A oggi, tuttavia, non risulterebbero pervenute comunicazioni relative all’apertura del cantiere. Il progetto, dunque, ha compiuto un passaggio amministrativo importante, ma resta senza un cronoprogramma pubblico definito: l’avvio potrebbe essere comunicato nei prossimi mesi, ma al momento non c’è alcuna data fissata sul calendario.
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