Tra Marx e Nietzsche Il “quizzone” spaventa i ragazzi del Marconi

Ultima prova scritta dell’esame di Stato prima degli orali «Il futuro? I docenti ci consigliano di andare all’estero»
PESCARA. «Ce l’aspettavamo, che fosse difficile. E difficile è stato». Non usa giri di parole, Marika Russo, della quinta B del liceo delle Scienze umane, opzioni economiche sociali, Guglielmo Marconi (la prima classe giunta alla conclusione degli studi nel nuovo indirizzo, nato cinque anni fa), al termine del cosiddetto «quizzone», la terza prova scritta, prima degli esami orali per l’esame di Stato.
Al Marconi, infatti, ieri mattina, gli studenti si sono dovuti misurare, oltre che con l’inglese, la matematica e le scienze umane, anche con tre pezzi da novanta della filosofia occidentale: Nietzsche, Marx e Popper, con le rispettive domande cardine del pensiero di ciascuno dei tre: che cosa s’intende per Übermensch (il «superuomo», o l’«oltreuomo», come preferiscono tradurre alcuni filosofi); il concetto di materialismo storico, e, infine, per il pensatore austriaco, la teoria della falsificabilità.
«Non sapevamo che cosa aspettarci da questa prova», confida Valentina Forcucci ripensando all’esame appena svolto, mentre Silvia Di Fabrizio è molto fiduciosa: «Mi aspetto un voto finale buono». Luana Piattelli, invece, ha puntato l’indice verso le date ravvicinate tra un esame e l’altro: «Abbiamo avuto poco tempo per studiare, però alla fine, avendo studiato bene durante l’anno, ce la siamo cavata». Coloro che si sentono di essere andati forte con la matematica sono Cristina Mattioni e Manuele Giansante.
«Sono andata molto bene in matematica, in quanto era la materia in cui mi sentivo più sicura», assicura Cristina, con Manuele - del quale i compagni della quinta B riferiscono che ha il suo cavallo di battaglia in inglese - che osserva che «matematica era fattibile». Felice degli studi che si avviano alla fine è Elisabetta Valloreo, la quale nel futuro vede un’iscrizione a Giurisprudenza, all’università di Bologna. «Sono felice di aver scelto questa scuola», sottolinea, «poiché è l’unica, tra l’altro, in cui si studiano Diritto ed Economia per cinque anni».
Sara Paravia, sempre della quinta B, la classe «pilota» del liceo delle Scienze umane, opzioni Economiche sociali, tra i suoi sogni, dopo il superamento degli esami di Stato, mette «l’ingresso nei carabinieri, in particolare nel Ris», rimarca, riferendosi al reparto delle investigazioni scientifiche, «oppure nel campo della fisioterapia».
Ma il “quizzone” è stato difficoltoso anche all’iis Alesandro Volta. «È stata dura», fa notare Stefano Eugelio della quinta A, indirizzo Elettrotecnico. «Infatti abbiamo dovuto studiare argomenti di un programma molto vasto in pochi giorni», prosegue. «Ma si va avanti».
Per Fabio Tucci, poi, della stessa classe, due materie sono risultate essere più impegnative delle altre: «Inglese e Sistemi sono stati più difficili», rileva. Sempre della quinta A, Stefano Sergiacomo afferma che «le prove non erano impossibili» e che dunque «è andata abbastanza bene». Tuttavia, una volta completati gli studi, dietro l’angolo ci potrebbe essere un abbandono dell’Italia. «Io non mi precludo niente», fa sapere Eugelio. «E comunque anche alcuni docenti ci hanno consigliato di andare all’estero».
Intanto, ieri sono stati resi noti, dal Provveditorato scolastico, il numero dei maturandi pescaresi di quest’anno. Sono in totale 3101, di cui 170 privatisti, e sono suddivisi in 238 (4 privatisti) per l’area artistica; 443 per l’area professionale (54 privatisti), 1471 (43 privatisti) per i licei classici e scientifici e 949 per gli istituti tecnici (69 privatisti). Dopo il “quizzone” di ieri, i ragazzi sono attesi dall’ultima prova, quella orale, prima delle meritate vacanze.
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