Trasferimento del 118 e consultorio chiuso Luciani scrive alla Asl

Il sindaco sollecita lo spostamento nella sede di San Franco La responsabile del centro per le donne: «Fateci ripartire»
FRANCAVILLA. Il ripristino dei servizi del consultorio famigliare, il trasferimento del 118 dall’attuale sede di viale Nettuno a San Franco e il progetto per la realizzazione del'Uccp (Unità complessa di cure primarie), rimasto bloccato dall'inizio del 2019. Sono questi alcuni dei punti contenuti nella lettera che il sindaco di Francavilla Antonio Luciani ha scritto al manager della Asl di Chieti Thomas Schael, per chiedere chiarimenti circa l'erogazione di servizi ritenuti di primaria importanza per la popolazione.
IL TRASFERIMENTO DEL 118. L’attuale sede dei sanitari, su viale Nettuno, non è idonea. Per risolvere l'annoso problema, a dicembre 2019 il Comune è riuscito a rientrare in possesso di alcuni locali a San Franco, dove fino a quel momento vi erano gli uffici della società del gas Hera, con l’obiettivo del trasferimento. Dopo i sopralluoghi sono stati evidenziati gli accorgimenti e gli interventi necessari per poter adeguare gli spazi. Questo accedeva a fine 2019. Da quel momento però, non c'è stato nessun passo in avanti. Da quello che si apprende, nelle scorse settimane l’attuale sede del 118 ha ricevuto anche una visita da parte dei Nas, ma nonostante questo la situazione fatica a sbloccarsi.
La lettera scritta dal sindaco Luciani fino a questo momento è rimasta senza risposta, mentre la sede di viale Nettuno continua a ospitare i sanitari, costretti a lavorare talvolta in condizioni di difficoltà.
CONSULTORIO SOSPESO. Quello del consultorio famigliare rappresenta uno dei punti più caldi del confronto tra amministrazione, cittadini e direzione sanitaria, con la richiesta sempre più forte del ripristino del servizio. Il consultorio di Francavilla è attivo sul territorio dal 1981. Dal 2013 è ospitato dall’istituto ex Padovano e da qualche anno serve anche i comuni di Miglianico, Ripa Teatina e Torrevecchia. Come precisa la responsabile del servizio Drusiana Ricciuti, la sospensione è stata decisa a metà marzo per consentire di liberare i locali in modo da prepararli qualora fossero serviti durante l'emergenza coronavirus. Adesso, però, lei, il sindaco Luciani e le tante donne che continuano a scrivere mail di sollecito, ne chiedono la riapertura. «La legge prevede un consultorio per ogni centro con più di 20mila abitanti», dice la Ricciuti. «Francavilla ne conta 26mila in inverno, e il doppio in estate. Offre tanti servizi, come i corsi pre e post parto, lo screening per i tumori al collo dell'utero, ma anche quelli di carattere psicologico». E continua: «Chiediamo solo che al servizio venga riconosciuta la dignità che merita, essendo un punto di riferimento per migliaia di donne».
L'UCCP. A inizio 2019 la giunta regionale aveva stanziato la somma di 1 milione di euro per ristrutturare parte dell’istituto ex Padovano e realizzarci l'Unità complessa di cure primarie, anche per andare ad alleggerire il lavoro degli ospedali vicini.
Si era parlato di un anno come termine, per poter dare il via alla struttura, ma anche in questo caso si è ancora fermi. Da quanto fanno sapere dalla Asl di Chieti, però, la prossima settimana è in programma un incontro tra il direttore Schael, il sindaco Luciani e le altre parti interessate, per dare risposte alle istanze dell'amministrazione e dell'utenza.

