Trasferimento di 19 ospiti da Gissi a Schiavi Il sindaco Piluso: «Qui tanti anziani fragili»

Preoccupazione a Schiavi d’Abruzzo. Oggi stesso potrebbero arrivare in paese 19 migranti provenienti da Gissi. Ieri mattina, è arrivata una delegazione della prefettura che con i carabinieri e un...
Preoccupazione a Schiavi d’Abruzzo. Oggi stesso potrebbero arrivare in paese 19 migranti provenienti da Gissi. Ieri mattina, è arrivata una delegazione della prefettura che con i carabinieri e un medico della Asl ha visitato l’ex centro di accoglienza di Colle Pizzuto, chiuso da tempo, per verificare l’idoneità della struttura e predisporre il trasferimento dei 19 migranti. Il centro di Colle Pizzuto è stato scelto perché isolato e quindi più facile da gestire. Il sindaco Luciano Piluso si è opposto alla decisione. «Dico no all’arrivo dei migranti che stanno osservando la quarantena», dice il sindaco di Schiavi, «in primis perché il centro di accoglienza è chiuso da diverso tempo e non è in condizioni di poter ospitare migranti. Ma sono contrario soprattutto perché la popolazione di Schiavi è in maggioranza anziana e quindi vulnerabile. È la fascia d’età più fragile. I miei cittadini vanno protetti, non sottoposti ad un rischio del genere». Il dirigente medico della Asl, Emidio Rosati, arrivato in paese all’ora di pranzo, ha assicurato che i 19 migranti in arrivo a Schiavi sono stati sottoposti a tampone e sono risultati negativi. La Asl ha aggiunto che saranno osservati tutti i protocolli di prevenzione. Ma questo non basta a rasserenare né il sindaco Piluso nè la popolazione. Un ristorante vicino alla struttura, “Il rifugio dei lupi”, ha visto in poche ore disdire una ventina di prenotazioni per il Ferragosto. Fra di loro anche l’ex consigliere regionale, Paolo Palomba. Informato dell’accaduto, il consigliere regionale Manuele Marcovecchio si è detto sconcertato. «È inaccettabile», afferma Marcovecchio, «questa è improvvisazione dannosa. Non ci sono programmi. Si scarica sui sindaci costretti a subire situazioni così delicate. Senza contare il costo sociale dell’operazione», tuona Marcovecchio, «com’è possibile, dopo mesi di chiusura, di emergenza, di attenzioni particolari, ritrovarsi dentro casa, ieri a Gissi, oggi a Schiavi, domani magari a Vasto, un virus che sappiamo tutti che è pericolosissimo per gli anziani?». (p.c.)

