Trasporto feriti non gravi Il servizio rimane alla Life

Il Tar respinge il ricorso di Misericordia e Croce Rossa e tutela l’operato della onlus I giudici: è l’unica associazione che rispetta le tariffe imposte dalla Regione nel 2011
PESCARA. A Pescara c’è una sola associazione di volontariato che trasporta feriti sulle ambulanze praticando le tariffe imposte dalla Regione nel 2011. Le altre hanno «rifiutato» quei tetti di spesa, operano in proroga da 6 anni e continuano a incassare quasi il 40 per cento in più. È quanto emerge da una sentenza del Tar di Pescara che ha bocciato il ricorso della Misericordia e della Croce Rossa contro la Life Pescara, una onlus nata nel 2015 a cui la Asl ha affidato il servizio di «trasporto infermi e feriti non gravi» fino al 30 giugno prossimo. Un affare da oltre 150mila euro che ha aperto la polemica tra i volontari.
Contro l’affidamento alla Life si erano schierate la Misericordia di Pescara, la Croce Rossa di Spoltore e la Croce Rossa di Penne chiedendo l’«annullamento» della convenzione tra la Asl e la onlus: secondo il ricorso, Misericordia e Croce Rossa avrebbero subito un «danno economico finanziario connesso all’impossibilità di pervenire a un equilibrio di bilancio a causa dell’ulteriore riduzione dell’attività di trasporto infermi provocata dall’ingresso di una nuova associazione di volontariato operante nello stesso settore». Non è così per il Tar che ha respinto il ricorso definendolo «infondato» e «inammissibile»: secondo il Tar, il presunto «danno economico» lamentano da Misericordia e Croce Rossa è solo «ipotetico» mentre è «evidente» il risparmio per la Asl. «È evidente la convenienza economica del servizio erogato dalla Life che, diversamente dalle associazioni ricorrenti che operano da tempo in palese contrasto con le condizioni economiche stabilite nel 2011, offre prestazioni a prezzi assolutamente in linea con le condizioni fissate da tale decreto praticando tariffe di circa il 40 per cento inferiori rispetto a quelle praticate in regime di prorogatio dalle altre associazioni». E il Tar fa i conti in tasca ai volontari: «Per il servizio trasporti, il decreto prevede una tariffa di 13 euro per la chiamata e 0,67 euro a chilometro oltre i 30 chilometri mentre le convenzioni in prorogatio prevedono una tariffa di 21 euro per la chiamata e di 0,72 euro a chilometro oltre i 30 chilometri». E allora perché, per lo stesso servizio, la Asl dovrebbe pagare di più? «Lo spirito di volontariato che contraddistingue la Life Pescara», dice l’avvocato Maurizio Mililli, legale e portavoce della onlus, «fa sì che si contengano i costi e si svolga il servizio alle stesse condizioni degli altri».
L’affidamento del servizio alla onlus, oltre al ricorso, ha innescato un clima di polemica tra le associazione: «Spero che il caso si chiuda qui e non ci siano altri attacchi non leali», dice Gianluca D’Andrea, coordinatore della Life, «se lo scopo del volontariato è fare del bene alla popolazione, non bisogna perdere di vista questo obiettivo altrimenti non saremmo più associazioni ma imprese. Di certo», afferma D’Andrea, «noi non abbiamo tolto niente a nessuno e lo ha sancito anche il Tar che, invece, invita ad approfondire la questione delle proroghe che va avanti da 6 anni. Mi auguro che d'ora in avanti si faccia un discorso per il territorio perché il patriottismo tra associazioni non paga. Noi per stare più vicini al territorio abbiamo fondato un’associazione temporanea di scopo con la Misericordia di Collecorvino, la Croce Angolana, la Croce Italia e la cooperativa Europa Soccorso: è un modo per fornire un servizio migliore e diminuire i costi».
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