Trattativa con i costruttori Obiettivo: il nuovo stadio

24 Luglio 2017

Il Comune contatta Chiavaroli e Caldora per acquisire i terreni di via Pantini Intanto il ministero dei Beni culturali e la Soprintendenza dicono sì all’intervento  

PESCARA. Il Comune si prepara a corteggiare tre big del mattone per poter realizzare il nuovo stadio. Si tratta dei noti imprenditori Chiavaroli, Caldora e il gruppo D’Andrea, proprietari dei terreni di via Pantini dove dovrebbe trovare posto il nuovo impianto sportivo futuristico, con negozi, parcheggi e ristoranti. Per dare il via al progetto, però, sarà necessaria anche l’acquisizione dell’area della Rai che confina con quelle dei tre grossi costruttori. Secondo quando risulta al Centro, sarebbero stati già avviati i primi contatti tra Comune e proprietari.
Si tratta, dunque, di un passaggio fondamentale, anche se il mega progetto da 200 milioni di euro, per realizzare una cittadella dello sport tra la zona della Pineta dannunziana e quella di via Pepe, ha già fatto passi in avanti significativi.
Gli assessori all’urbanistica e allo sport Stefano Matteucci Civitarese e Giuliano Diodati hanno rivelato che, sia il ministero dei Beni culturali, che la Soprintendenza alle belle arti, si sarebbero già pronunciati favorevolmente sul progetto. Progetto che non prevede soltanto un nuovo stadio, ma una serie di strutture che faranno parte di una cittadella dello sport.
L’idea parte dalla realizzazione di un nuovo stadio per il calcio conforme ai più moderni standard Uefa 4, dotato di negozi, ristorante, bar e parcheggi esterni. Questa struttura dovrebbe sorgere nei terreni privati di via Pantini e sarà adiacente all’ultimo tratto di tangenziale, che verrà demolito per essere ricostruito in un altro punto.
Il progetto in quella zona prevede, inoltre, l’accorpamento e l’estensione del parco riserva Pineta dannunziana con l’eliminazione di strada della Bonifica. Poi, un nuovo sistema di trasporto per collegare il futuro campus universitario, che nascerà nella zona di via Pepe, alla cittadella dello sport, alla stazione centrale, all’aeroporto e al centro della città. E, ancora, la creazione di un grande hub intermodale a sud della pineta, con una stazione ferroviaria, una fermata della filovia e un ampio parcheggio di scambio per consentire ai cittadini di lasciare la propria auto in sosta e raggiungere il campus e il centro con i mezzi pubblici.
Nella zona di via Pepe e viale Pindaro è prevista un’altra piccola rivoluzione. Innanzitutto, verrà demolito il campo Flacco, conosciuto anche come antistadio e tutte le attività sportive saranno dirottate sullo stadio Adriatico Cornacchia, che verrà potenziato. Per far questo, però, è necessario che decadano i vincoli sull’impianto sportivo imposti dalla Soprintendenza alle belle arti e paesaggio d’Abruzzo. Per questo motivo, l’assessore Diodati ha confermato che l’amministrazione comunale ha già presentato un ricorso al Consiglio di Stato per far annullare l’atto della Soprintendenza. Il primo ricorso presentato davanti al Tar, però, era stato respinto.
Al posto dell’antistadio, invece, dovrebbe sorgere una grossa piscina comunale. Si parla addirittura di una struttura enorme, in grado di accogliere sport acquatici, sul modello di quelle giapponesi. In quella zona, inoltre, troveranno posto anche attrezzature a servizio della vicina università D’Annunzio. Nel piano del Comune vengono indicati lavori infrastrutturali. Ad esempio, per trasformare viale Pindaro in piazza lineare-boulevard, con percorsi pedonali che congiungeranno l’area dell’università, al lungomare e al parco Riserva dannunziana. Ovviamente, per realizzare tutto questo sarà necessaria la partecipazione dei privati. Per il nuovo stadio gli investitori si sono già fatti avanti. L’impianto verrà realizzato dal Pescara calcio con l’aiuto di Lega B, B futura, Credito sportivo e dall’Invimit, società immobiliare del ministero dell’Economia.
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