Travolto dal treno a tre anni, genitori e nonno sotto accusa

5 Febbraio 2015

PESCARA. Aveva perso la vita a soli tre anni travolto da un treno regionale in prossimità della stazione San Marco e, per la morte del piccolo Francesco Pio, erano finiti sotto inchiesta i genitori e...

PESCARA. Aveva perso la vita a soli tre anni travolto da un treno regionale in prossimità della stazione San Marco e, per la morte del piccolo Francesco Pio, erano finiti sotto inchiesta i genitori e il nonno del bimbo. La tragedia risale al 24 maggio dello scorso anno, e pochi giorno dopo era stato lo stesso pm Giuseppe Bellelli, insieme alla polzia ferroviaria, a fare un sopralluogo per cercare di fare luce sul percorso fatto dal piccolo dalla casa in via Salara Vecchia fino al punto, dopo scarsi 200 metri, in cui il bimbo rom era stato investito dal treno. L’inchiesta è stata chiusa e la procura ha lasciato inalterato l’impianto accusatorio che vede coinvolti i genitori del bimbo Loreta De Rosa e Virgilio Spinelli e il nonno Cristoforo Spinelli. Se la mamma deve rispondere di omicidio colposo e di abbandono dei minori, i due uomini sono coinvolti con l’accusa di omicidio colposo in relazione alla custodia dei beni e, in particolare, per quel buco presente nella rimessa della casa da cui sarebbe passato Francesco Pio prima di avviarsi lungo il sentiero di morte dove, solo per miracolo, non perse la vita anche il fratellino solo sfiorato dal treno.

Se per il magistrato quindi la morte del piccolo poteva essere evitata, la difesa della famiglia affidata all’avvocato Luca Sarodi aveva sempre puntato il dito contro le recinzioni reputate, al contrario di quanto sostenuto dalle Ferrovie, inadeguate.

A meno di un anno dalla tragedia, il magistrato ha proseguito per la sua strada chiudendo l’inchiesta con i tre indagati che, a meno di ripensamenti, andranno verso il processo.

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