Tre Comuni colpiti dall’incendio I sindaci: bruciati boschi e colture

Torre de’ Passeri, Alanno e Pietranico fanno un primo bilancio provvisorio dei danni causati dal fuoco Sono andati in fumo oltre 300 ettari. Si sospetta che sia doloso, al vaglio le immagini delle telecamere
TORRE DE’ PASSERI . Il giorno dopo gli incendi che hanno distrutto circa 300 ettari di vegetazione tra Torre de’ Passeri, Alanno e Pietranico, si contano i danni. I roghi sarebbero scoppiati in più punti contemporaneamente e per tale ragione si sospetta il dolo. Sarebbe stata segnalata la presenza di una vecchia Uno bianca nelle vicinanze dei terreni andati a fuoco. Intanto, proseguono le indagini dei carabinieri per risalire all'identità dei presunti responsabili.
La situazione più critica è stata registrata a Torre de’ Passeri dove il sindaco Giovanni Mancini e il suo vice Piero Di Giulio per tutta la giornata di martedì hanno ispezionato l'area interessata dagli incendi, località Grottucce - Colle della Civetta, scoppiati nella notte tra lunedì e martedì e alimentati dal vento che ha soffiato per ore in tutta la vallata. Imponenti le operazioni di spegnimento da parte dei vigili del fuoco di Pescara e di sorveglianza da parte dei volontari della Protezione civile regionale che ha presidiato anche la notte i territori bruciati. «Il fuoco si è propagato su oltre un centinaio di ettari di terreno agricolo e i roghi sono scoppiati in più punti», riferisce il sindaco di Torre, Mancini, «tra essi ci sono anche appezzamenti incolti, abbandonati o posizionati in zone impervie o in pendenza». Da una stima sommaria rilevata dal sindaco dopo l'interlocuzione con gli agricoltori, sarebbero andati in fumo «circa 300 alberi di ulivo, di cui 150 di una sola proprietà. Gli agricoltori colpiti sono disperati, gli altri hanno scampato un grosso pericolo. Sicuramente c'è la mano dell'uomo in questa devastazione, sono stati individuati almeno 4 o 5 punti di accensione. Un gesto deprecabile, da condannare. Le fiamme hanno lambito due abitazioni, ma la rapidità di intervento ha evitato lo sgombero». Mancini ringrazia «i vigili del fuoco che hanno lavorato per ore allo spegnimento dei focolai e i volontari della Protezione civile che hanno sorvegliato i territori bonificati anche di notte». «Ci vorrebbe maggiore sorveglianza», si sofferma Mancini, «noi abbiamo fatto il nostro dovere posizionando due telecamere in zona» le cui immagini saranno al vaglio degli inquirenti.
Ad Alanno è andata a fuoco la zona di Costa delle Plaie, un comprensorio vicino alla diga dove ci sono terreni privati e aree comunali «che viene presa di mira ogni anno», rivela il sindaco Oscar Pezzi, «anche più volte l'anno. Hanno preso fuoco diversi ettari di terra, spenti velocemente. Ci vorrebbe una sorveglianza continua, ma non è possibile. Si sospetta sicuramente il dolo per via dei due punti di accensione rintracciati». Più lieve, ma di certo non meno grave, la situazione a Pietranico dove il sindaco Francesco Del Biondo sottolinea che «non ci sono stati danni gravi perché il fuoco ha toccato il territorio limitatamente all'area di confine». Anche per il sindaco di Pietranico prende corpo «l'ipotesi dolosa» e fa i «complimenti ai vigili del fuoco e ai volontari che hanno contribuito ai lavori di spegnimento» dei roghi nei tre comuni.

