Tre incendi in una settimana La pineta nord nel degrado

23 Maggio 2024

PESCARA. Tre incendi in una sola settimana. La Pineta di Santa Filomena va a fuoco tra l’indifferenza e la noncuranza delle istituzioni. A dare l’allarme Antonella Ruscitti e la nipote Iolanda...

PESCARA. Tre incendi in una sola settimana. La Pineta di Santa Filomena va a fuoco tra l’indifferenza e la noncuranza delle istituzioni. A dare l’allarme Antonella Ruscitti e la nipote Iolanda Marincola, residenti nel cuore della riserva naturale alle spalle di viale della Riviera, «ormai diventata ritrovo di prostitute e tossicodipendenti». Cicche di sigaretta, bottiglie di plastica e vetro, indumenti, siringhe e profilattici. Tante sono state le segnalazioni negli ultimi anni, e tanta è la rabbia di chi vive in una zona lasciata in stato di abbandono.
«Qui è un attimo e prende fuoco tutto», dichiara Antonella, «circa una settimana fa la pineta ha preso fuoco tre volte in diversi punti, eppure tante sono le sollecitazioni che abbiamo fatto al Comune e alla Forestale che sta a soli 200 metri da qui. Nonostante le sollecitazioni, ci hanno detto anche di non filmare l’incendio quando sono venuti a spegnerlo. Invece è arrivato il momento di denunciare tutto e dire basta a una situazione diventata ormai da troppi anni ingestibile. Manutenzione zero», proseguono le cittadine, «e lo stesso vale per la pulizia, le piante non vengono tagliate e la riserva è diventata una foresta selvaggia e sporca. Basta una sigaretta e inizia il dramma, come è successo diversi giorni fa quando ha preso fuoco anche dentro l’area delle Naiadi». Ma l’allarme incendio persiste anche di sera, quando la riserva diventa, a detta dei residenti, «una zona dove i ragazzi vengono a bere e a fumare senza l’accortezza di spegnere bene le sigarette. La notte di Capodanno», racconta Antonella, «avevano buttato una lanterna in mezzo alle piante andate in fiamme. E ogni volta dobbiamo chiedere al Comune e alla Forestale di intervenire. E non basta, perché, quelle poche volte che vengono, puliscono solo una piccola parte della pineta e senza togliere la plastica, il vetro e gli indumenti». E nella richiesta di aiuto delle cittadine, c’è quella che riguarda la presenza di tossicodipendenti e prostitute «che utilizzano la riserva come luogo in cui dormire e fare uso di sostanze stupefacenti».
In mezzo alla pineta, dietro casa di Antonella e Iolanda, vi è una tenda «abitualmente usata dai tossicodipendenti come luogo di incontro». La zona, circondata da un tappeto di siringhe e profilattici, è diventata «molto pericolosa», dichiara Iolanda, «perché qui la notte succede di tutto e i controlli sono inesistenti. Ho sentito diverse urla, chiamato i carabinieri, ma nessun intervento. I tossicodipendenti vivono qui dietro casa mia, in mezzo alla riserva, e lasciano tutto il materiale che utilizzano per drogarsi. Si dovrebbe come minimo recintare tutta la zona in modo da metterla in uno stato di sicurezza, invece a nessuno importa e, vivendo in queste condizioni con una bambina dentro casa, mi sento in pericolo. A questo punto invito il sindaco a venire qui e a vedere, con i suoi occhi lo stato in cui è abbandonata la riserva e in quali condizioni viviamo. Si parla tanto dell’ambiente e della sua salvaguardia ma», conclude Iolanda, «ma la verità è che a nessuno importa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA