Tre padri di famiglia, tutti erano impegnati nel volontariato e nella vita dei paesi
Tre operai, tre padri di famiglia, tre uomini impegnati nella vita dei paesi. Carlo Spinelli, di Casalbordino, aveva 54 anni ed era padre di due figli adolescenti. Da anni assunto alla Sabino...
Tre operai, tre padri di famiglia, tre uomini impegnati nella vita dei paesi. Carlo Spinelli, di Casalbordino, aveva 54 anni ed era padre di due figli adolescenti. Da anni assunto alla Sabino esplodenti, era ritenuto uno dei dipendenti più preparati. Appena poteva, dava anche una mano in paese. A Casalbordino lo definiscono tutti un uomo mansueto e generoso. Anche la figlia di 16 anni cominciava ad impegnarsi con il servizio civile nel volontariato. Nicola Colameo, di Guilmi, aveva 45 anni, sposato e padre di due figli, di 14 e 16 anni, lavorava alla Sabino Esplodenti da pochi anni. Ex dipendente della Golden Lady, dopo la chiusura dell’azienda tessile aveva cominciato a fare il macellaio. Poi era arrivata la richiesta di lavoro alla Sabino Esplodenti e lui aveva accettato volentieri. Impegnato con la Pro Loco e la parrocchia, era l’organizzatore e il promotore di numerose iniziative benefiche. Anche Paolo Pepe aveva 45 anni: sposato e padre di un bimbo di tre anni, lavorava da molti anni alla Sabino Esplodenti. Amante della natura e dello sport, ha fatto parte della squadra di calcio Amatori Pollutri e, ogni volta che poteva, praticava sport all’aria aperta. Pepe era anche vice presidente della locale sezione dell’Avis e donatore di sangue. Con l’approssimarsi del Natale programmava diverse iniziative di solidarietà. Ma la tragedia della Sabino Esplodenti ha cancellato tutto nel giro di pochi attimi: la deflagrazione non ha dato scampo a Carlo, Nicola e Paolo. (p.c.)

