Tre sindaci distrutti dal dolore «Erano ragazzi meravigliosi»

Incredulità per le tante vite spezzate in una sola notte: erano l’orgoglio dei rispettivi genitori Tiberini: la nostra comunità è senza parole. Muratelli: famiglie laboriose, destino inaccettabile
CASOLI. Quattro vite spezzate, tre famiglie annientate, tre paesi increduli. Casoli, Altino e sono in lutto per la tragedia che si è consumata nella notte tra venerdì e sabato sulla Fondovalle Alento, in seguito all’incidente stradale in cui sono morti i fratelli Alessandro e Massimiliano Fiore, 23 e 21 anni, e il cugino Lorenzo Mattia Menna, anche lui di 23 anni, e il presidente del Rapino Calcio Domenico Di Fazio, 37 anni.
«Non ci sono parole per descrivere la tragedia che ha colpito la famiglia di Alessandro e Massimiliano e che ha lasciato l’intera comunità in un dolore indescrivibile», dice con un filo di voce il sindaco di Casoli, Massimo Tiberini. «Esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia Fiore e Innaurato e alle comunità di Altino e Rapino per il drammatico incidente che ci ha uniti nello stesso dolore».
«La nostra comunità piange oggi la perdita di un figlio e di ragazzo meraviglioso», aggiunge con emozione Vincenzo Muratelli, sindaco di Altino. «Una notizia drammatica ha squarciato il risveglio delle comunità di Altino e di Casoli, oggi piegate a causa dello stesso dramma. Esprimo, in qualità di primo cittadino, la vicinanza di tutta la comunità di Altino alle famiglie e a tutti gli amici in questo momento di immenso e straziante dolore». Erano l’orgoglio dei genitori, Alessandro e Massimiliano: il primo, laurea breve in ingegneria elettronica, lavorava alla Tasso di Atessa; l’altro, geometra, era impiegato in uno studio di Sant'Eusanio.
La famiglia abita in contrada Ascigno ed è molto conosciuta, anche perché il papà dei due ragazzi, Domenico, è responsabile dell’ufficio manutenzioni al Comune di Casoli. Lasciano la mamma Maria Luisa Innaurato e i fratelli Marco e Erica.
«Parliamo di ragazzi a modo, educati, disponibili, lavoratori. Non sono frasi di circostanza in momenti come questi, ma sono la verità pura e semplice».
Lorenzo Mattia, invece, era andato in Australia, insieme a un parente, in cerca di lavoro. Dopo un impiego, aveva deciso di rientrare in Abruzzo, nella “sua” Selva di Altino. Fino ad agosto aveva lavorato nella Gi.Ga. di Atessa e, adesso, era in cerca di un altro lavoro. Lascia il papà Emanuele, la mamma Rebecca Innaurato e la sorella Asia.
«Mattia Lorenzo», riprende Muratelli, «appartiene a una di quelle famiglie laboriose e serie che hanno fatto grande e solida la nostra zona. È davvero inaccettabile che quattro ragazzi abbiano perso la vita in questo modo».
I fratelli Fiore e Menna erano andati a Pescara a trovare alcuni parenti e, prima di mezzanotte, avevano preso la strada del ritorno a casa. È stato il padre di Alessandro e Massimiliano a insospettirsi, vedendo che le ore passavano e dei ragazzi non c’era traccia.
Il genitore ha cominciato a telefonare ai figli, senza successo. Poi, ha provato con il nipote Lorenzo Mattia. Ma, anche in questo caso, non c’è stata risposta. Una telefonata ai parenti della città adriatica, che hanno confermato come i ragazzi fossero già ripartiti da tempo, ha rivestito il dubbio di paura.
Ha preso la macchina, papà Domenico. E ha percorso la stessa strada che i ragazzi avrebbero dovuto fare per tornare a casa. Ogni chilometro è stato un misto di speranze, paure, pensieri tragici che andavano scacciati. Poi, in lontananza, ecco i lampeggianti delle ambulanze e delle forze dell’ordine. Da quel momento, c’è stato spazio solo per la disperazione, le lacrime e le grida. Scene drammatiche davanti alle macchine accartocciate, ai pezzi di lamiera, ai vetri sparsi sull’asfalto.
I corpi di Alessandro, Massimiliano e Lorenzo Mattia sono stati trasportati all’obitorio di Chieti, in attesa degli esami disposti dalla procura. I funerali dei tre giovani saranno celebrati (la data ancora non è stata decisa), in una sala del Regno dei Testimoni di Geova, movimento religioso al quale le due famiglie appartengono. Nel giorno dell’addio verrà proclamato il lutto cittadino a Casoli, Altino e Rapino .
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